Esce il singolo "Say It's No True"

Pubblicato da BettingMaker | lunedì, dicembre 31, 2007 | , | 1 commenti »
Oggi 31 dicembe 2007 esce (per l'italia bisogna aspettare ancora una decina di giorni) il singolo "Say It's No True" realizzato dai Queen e Paul Rodgers. Tutte le royalties ricavate verranno devolute all'associazione di Nelson Mandela, fondata per prevenire e combattere la piaga dell'AIDS in Africa. E' possibile ordinare il CD singolo presso il seguente sito: http://www.digitalstores.co.uk/queenonline/productdetail.jsp?productPK=unittest-w0lpd4Bh8r1JQbn1qN3IEb-1&Category=music.
Se vuoi puoi anche acquistare il brano tramite i Tunes. Il brano è stato scritto da Roger Taylor nel 2003 ed è diviso in tre sezioni, la prima è cantata dallo stesso batterista, la parte centrale è interpretata da Brian e suona dolcissima come il miele.... chiude il brano la poderosa voce di Paul Rodgers. Consigliato a chi ama la musica! E' possibile ascoltare la canzone presso il seguente indirizzo: http://dragan81.imeem.com/music/x5HIGGT7/queen_say_its_not_true/ .

Brian May intervistato da "Guitar Player" (seconda parte)

Pubblicato da BettingMaker | giovedì, dicembre 27, 2007 | | 0 commenti »
Parliamo delle origini dei Queen: quali impressioni hai avuto quando hai conosciuto gli altri membri della band?
BRIAN: Roger rispose ad un annuncio che avevo messo in bacheca: cercavamo un batterista che avesse uno stile alla Ginger Baker (batterista dei Cream). Quando si presentò all'audizione, invece di mettersi subito a suonare, si preoccupò di accordare la sua batteria e questa cosa mi impressionò molto perché non avevo mai visto nessun altro fare una cosa del genere. Poi, quando cominciò a suonare mi resi conto subito di non aver mai ascoltato nulla del genere. Riusciva a far parlare la batteria, non faceva solo rumore. Così iniziammo a suonare assieme e da quel momento posso dire che è iniziata una vera e propria amicizia. Ovviamente non è stato facile perché quando instauri con una persona un rapporto simile a quello che può esistere tra fratelli, possono esserci anche incomprensioni perché i fratelli litigano anche oltre a volersi bene. All'epoca suonavamo negli Smile e Freddie era un nostro conoscente. Stava spesso con noi e ci dava continui suggerimenti, ci diceva che non dovevamo limitarci a suonare: dovevamo creare un vero e proprio spettacolo. Poi, quando l’avventura con gli Smile si interruppè, Freddie si propose come cantante. Ad essere onesto, né io né Roger l’avevamo mai visto cantare. Lo conoscevamo come un ragazzo eccentrico, un buon oratore, dotato di una spiccata personalità. Poi iniziammo a provinare alcuni bassisti e la scelta finale ricadde su John. Lui faceva cose davvero incredibili. Ho suonato con alcuni tra i più bravi bassisti, ma nessuno ha lo stesso “tocco lirico” di John. Penso che sia un musicista davvero sottovalutato.
Ora invece, nel tour con Paul Rodgers, fai cantare molto di più il pubblico, anche su “Love Of My Life”.
BRIAN: Si, è incredibile. “Love Of My Life” è il momento in cui il mondo sembra fermarsi. Ricordo soprattutto quando la suonavamo in Sud America. Il brano non fu scritto con l'idea di farlo diventare un singolo, faceva parte di un album, semplicemente. Così, quando io e Freddie la suonammo in uno stadio, la gente la cantò in inglese, non nella loro lingua. Nel Dvd di Montreal si nota l'esatto opposto: eravamo stati da poco in Sud America e per noi era ancora vivo il ricordo del pubblico che cantava la canzone praticamente al posto di Freddie! A Montreal non ci fu lo stesso coinvolgimento. Penso che per un momento Freddie rimase sorpreso, quasi a dire "Dobbiamo farla davvero?" infatti nel filmato si nota uno scambio di sguardi tra noi due. Non ricordo precisamente cosa ci dicemmo, ma doveva essere qualcosa del tipo "Ok, ce la possiamo fare".
Un altro brano molto singolare del repertorio dei Queen è l'introduzione di “Ogre Battle”, con registrazioni inverse.
BRIAN: Si, quello fu un piccolo miracolo all'epoca. Il suono venne creato in studio dopo che Roger aveva suonato il gong. Il nastro venne registrato al contrario e trovammo quell'effetto così strano. Il riff di chitarra poi è un palindromo, se lo senti al contrario suona sempre alla stessa maniera. Fu una trovata che ci entusiasmò da subito, così decidemmo che l’intera introduzione del brano doveva essere incisa al contrario.
Un'altra parte orchestrale molto complessa è quella presente in “All Dead, All Dead”. Quante tracce hai dovuto incidere per ottenere quel suono con la tua chitarra?
BRIAN: Oh, molte. Forse 16 tracce. Utilizzai sia i soliti AC30, ma anche un amplificatore costruito da John Deacon.
Questo amplificatore costruito da John l'hai utilizzato in altre occasioni?
BRIAN: Oh Dio, il “Deacy” (nome dell’apparecchio creato da John) l'ho usato troppe volte per ricordarmele tutte! Su “God Save The Queen”, nelle parti armoniche di “Fairy Feller Master-Stroke” e pure in “Killer Queen” nell'assolo che precede la sezione di chitarra principale. Il “Deacy” rende il suono della chitarra molto simile ad un ottone o ad uno strumento a corde, con gli AC30 invece il suono rimane quello di una chitarra.
Dopo tutti questi anni, quali sono i lavori che preferisci in assoluto?
BRIAN: Adoro l'assolo di “Killer Queen”, ne vado proprio fiero. Lo considero un sogno realizzato perché volevo creare qualcosa che suonasse come tre voci messe assieme e il risultato è ottimo. Si tratta di una canzone pop perfetta. È una canzone pregna di suoni e il fatto che sia tutto così limpido è straordinario. Questa è la rappresentazione della “superba visione” che Freddie aveva della musica. Una delle ultime cose che ho registrato col nome dei vecchi Queen è “A Winter's Tale”. Su questa canzone mi sono preso tanto tempo per riflettere: avevamo perso Freddie durante le registrazioni e di conseguenza non sapevo esattamente cosa lui volesse per quella canzone. Così, pensai ancora una volta al vecchio “Deacy”. Volevo che il suono della chitarra risultasse assolutamente paradisiaco. E credo di essere riuscito nell'impresa. Amo molto anche “Bijou”: ci ho lavorato insieme a Freddie. Lui aveva un pò di idee sull'assolo e io sulla linea vocale da adottare. È una canzone sulla quale ci siamo scambiati i ruoli. Spesso poi le canzoni hanno un assolo nel mezzo, mentre per 'Bijou' si tratta di un brano chitarristico/strumentale con un assolo vocale nel mezzo.
Cosa ti ha emozionato di più: suonare a Wembley o conseguire la laurea?
BRIAN: Sono due cose totalmente differenti. Laurearmi è stato importante per me perché in passato raggiungere questo obiettivo è stato quasi un tormento che mi ha attanagliato per anni. Però non si può paragonare nulla alla sensazione che provo quando suono una chitarra sul palco. Non potrei mai rinunciare a suonare con altri grandi musicisti.

Brian May intervistato da "Guitar Player" (prima parte)

Pubblicato da BettingMaker | mercoledì, dicembre 26, 2007 | | 1 commenti »
Ho iniziato a tradurre l'intervista rilasciata dal nostro Brian che farà capolino nel numero di Gennaio della rivista "Guitar Player". Vi riporterò le sequenze più interessanti. Per mancanza di tempo e di voglia (non amo molto tradurre) vi posto la prima parte, buona lettura!
Il Dvd "Queen Rock Montreal" è una esibizione live veramente entusiasmante. Possiamo dire che questo concerto rappresenta lo spettacolo tipico della band, ciò che voi riuscivate ad esprimere a quei tempi?
BRIAN: Credo di si, questo show identifica abbastanza bene ciò che facevamo all'epoca sul palco, anche se a pensarci bene si tratta di una performance un po’ inusuale perché in quel momento non eravamo "on the road". Quando sei a metà di un tour tutto è ben studiato. Fai parte di una macchina che funziona così bene che hai la sensazione di fare tutto ciò che desideri. In questa situazione, invece, facemmo due concerti con l’obiettivo di realizzare un vero e proprio filmato e non tutto girò per il verso giusto; tuttavia devo dire che è molto interessante guardare uno spettacolo del genere.
Perché che cosa non ha funzionato durante lo show?
BRIAN: Durante le due serate suonammo per la prima volta “Under Pressure” e ogni volta che si fa qualche pezzo nuovo c'è sempre qualche intoppo. Avevamo provato prima di esibirci, ma ciò non toglie che poi sul palco è tutto molto diverso. Infatti durante l’esecuzione del brano si percepisce un po’ di tensione da parte nostra, ma non è detto che ciò sia negativo. Sicuramente, se ascolti il medesimo brano suonato qualche anno dopo ti rendi conto della differenza.
Per affrontare le due date di Montreal vi siete impegnati molto nelle prove?
BRIAN: Ah ah! Se ci penso mi viene da ridere perché le nostre prove sono sempre state un momento di grande confusione. L'idea iniziale era sempre quella di suonare il più possibile, ma poi finivamo più per parlare tra noi che non per suonare! Perdevamo tanto tempo a bere caffè o qualche cocktail…. In realtà per Montreal avremo fatto non più di due giorni di prove.
Nella parte iniziale di “Under Pressure” la tua chitarra ha un suono particolare, come l’hai ottenuto?
BRIAN: Gioco un pò sul regolatore del volume della mia chitarra. Come già sapete utilizzo degli amplificatori AC30 e la loro caratteristica peculiare è il suono molto cristallino che riescono ad ottenere. E tra un suono pulito ed uno distorto il passaggio è decisamente breve. Devo dire che molto dipende anche dai pickup che uso. E’ lo stesso settaggio di “We Are The Champions”.
Ti ricordi che tipo di accorgimenti hai usato per eseguire l'assolo di “Play The Game” ?
BRIAN: No. Ma a pensarci bene, forse ho usato un vecchio pedale della “Foxx”. In realta non amo usare mai molta effettistica perché mi piace padroneggiare il suono dello strumento.
Durante 'Love Of My Life', invece, utilizzi una chitarra acustica a 12 corde prodotta dalla 'Ovation': si nota che la suoni con le dita, senza utilizzare il plettro o la tua consueta moneta.
BRIAN: Si è vero. Rispetto ad una normale acustica a 6 corde, la “Ovation” richiede una tecnica molto differente e la prima volta che l’ho suonata in maniera tradizionale fu un vero disastro. Volevo che le note più alte fossero in primo piano nella melodia che dovevo eseguire e con una 6 corde non era possibile, così ho deciso di passare alla "Ovation": ho dovuto riarrangiare il pezzo perché non era proprio possibile replicare fedelmente il piano suonato da Freddie nella versione originale, soprattutto quando si serve di note molto basse. L'arrangiamento acustico, credo, sia nato in un'ora di lavoro trascorsa con lui.
L'assolo, eseguito in studio, di "Crazy Little Thing Called Love" l'hai realizzato con una Telecaster vero? BRIAN: Forse si. Anzi si trattava di una vetusta "Broadcaster", uno strumento ancora più antico della Telecaster prodotta dalla Fender. Ma non era mia, era di Roger...

Un genio incompreso

Pubblicato da BettingMaker | lunedì, dicembre 24, 2007 | | 2 commenti »
Ieri un mio amico mi ha fatto notare l’esistenza di Christian Del Marco, un ragazzo che sostiene di essere la reincarnazione di Freddie Mercury. Appena ho visto il suo sito sono scoppiato a ridere di gusto dalle baggianate che ho letto. Il tizio in questione, racconta di essersi recato nel 2003 in Cile (dove alcune emittenti radio locali trasmettevano in continuazione i suoi brani) per esibirsi nel prestigioso Teatro dell’Opera di Santiago, di aver conosciuto la famosissima Iole Seppi (e chi non la conosce?) con la quale ha cantato i remakes di "The Winner Takes It All", "I Have A Dream" e "Andante, Andante" degli ABBA. Narra di aver fatto concerti memorabili in Inghilterra (peccato che non ne esiste traccia), di essere un professionista di gran livello, di avere un’eccellente estensione vocale (cliccate qui per poter ammirare una sua splendida performance). Freddy ha avuto numerosi riconoscimenti artistici e discografici ed è stato più volte elogiato per il suo lavoro da vari esponenti dello spettacolo e della politica, tra loro spicca l’attuale Presidente del Consiglio, Romano Prodi. Molteplici sono stati inoltre gli incontri con alcune stelle della musica leggera italiana ed estera come ad esempio Lucio Dalla, Nek, Biagio Antonacci, Robbie Williams e i soliti ABBA. Molto noti sono anche i suoi scandali: nel Maggio del 1999 Freddy conosce il noto motociclista Valentino Rossi a Monaco e la stampa giornalistica tedesca costruisce "ad arte" una storia d’amore tra i due. Nel Luglio del 1999, Freddy canta canzoni troppo licenziose sulla Torre Eiffel mandando in delirio il pubblico che chiede a gran voce il bis. E Freddy? Chiaramente non si sottrae alla richiesta. Nel Dicembre del 2000, viene allontanato affabilmente da un Night Club di Verona per disturbo della quiete pubblica ma le sue guardie del corpo intervengono a difesa dell’artista malmenando 14 persone addette al locale notturno. Nel Giugno del 2002, Freddy fa ancora parlare di sé, attapirato con la stampa locale dichiara di non concedere più interviste ai giornalisti (tranne a quelli del Corriere della Sera di Milano) a causa delle esecrabili fandonie che scrivono sulla sua vita privata. Nel Dicembre del 2002 ci regala un'altra genialata: dona ai suoi fans più accaniti ben 250 PlayStation 2, usurpando il ruolo che fu di Babbo Natale. A tutti quelli che gli chiedono di regalargli un disco o un dvd ha sempre risposto che sono esauriti.... e non sono gli unici! Sette mesi fa la perla delle perle: si è candidato alle elezioni comunali in Veneto insieme ad Alberto Valori (vedi la foto).
Caro Freddy, potresti farmi trovare per l'indomani la playstation 3 sotto l'albero?

Iran: hip-hop? No Grazie....solo Queen!

Pubblicato da BettingMaker | domenica, dicembre 23, 2007 | , | 0 commenti »
Il governo dell'Iran ha minacciato un provvedimento severo sulla musica hip-hop, si prevede la chiusura degli studi di registrazione e l'arresto degli artisti locali. Per l'utilizzo di testi reputati osceni e "scomodi" dei relativi cantanti, questa forma artistica rischia di essere bandita". L'hip-pop è diventato popolare fra i giovani di Tehran ed i funzionari dichiarano che è un fenomeno difficile da arginare perché i prodotti musicali sono poco costosi e facili da produrre. L'hip-pop non è l'unica musica occidentale vietata nella Repubblica islamica: la maggior parte del rock & roll è tuttora illegale. Un'eccezione alla regola fu fatta circa tre anni fa con una raccolta (senza le canzoni che parlano d'amore) dei Queen solo perchè Freddie Mercury era di religione zoroastriana (una delle prime religioni iraniane). Questa notizia ha dell'incredibile dato le acclarate tendenze gay del cantante, infatti, l'omosessualità è ufficialmente bandita in Iran e coloro che vengono colti in atteggiamenti ambigui sono considerati dei veri e propri criminali. Non ho parole...
Ma con tutti i problemi economici (e non solo) che ha questo paese, il governo pensa all'hip-hop!!!
Sconcertante!

Il musical non si ferma più!

Pubblicato da BettingMaker | sabato, dicembre 22, 2007 | | 2 commenti »
Le repliche di “We Will Rock You”, il musical improntato sulle celebri melodie dei Queen, sono state nuovamente prorogate. In scena al Dominion Theatre di Londra dal 22 aprile 2002, lo spettacolo rimarrà in cartello fino a ottobre del 2008 ma non escludo un nuovo prolungamento della programmazione. Il prezzo dei biglietti oscilla tra i 39 e gli 87 euro. Se vi trovate a Londra, non fatevi scappare l'occasione!

Natale insieme ai Queen su Mtv!!!

Pubblicato da BettingMaker | sabato, dicembre 22, 2007 | | 0 commenti »
Oggi 22 dicembre su Mtv Gold A partire dalle ore 22.00, il canale satellitare di Mtv Italia dedicato ai grandi artisti italiani e internazionali degli anni '70, '80 e '90, trasmetterà lo straordinario concerto "Queen Live At Wembley". Nel 1986 il "Magic Tour" dell'acclamatissima band britannica arriva a Wembley. Nello stadio londinese i Queen dimostrano di essere la più grande band del pianeta, come disse Bob Geldof l'anno prima al Live Aid.
Il concerto è veramente spettacolare, i quattro sono in gran forma e le canzoni proposte sono tra le migliori della loro carriera. Freddie Mercury è perfetto, incanta con la sua splendida voce e si muove continuamente per tutto l'enorme palco. Brian May e la sua Red Special creano superbi riff e bellissimi assoli, la sezione ritmica è molto più potente delle prove in studio. Per molti appassionati di musica, questo evento è stato una delle migliori live performance dei Queen. I due concerti al Wembley Stadium di Londra furono in assoluto gli show più imponenti della band: un palco immenso, impianto luci enorme, maxischermi, 15 telecamere e un elicottero per le riprese. Lo stesso Brian May commentò: "Il concerto di Wembley del 1986 fu l'apice della nostra carriera. Come band eravamo al massimo e Freddie aveva sviluppato un'incredibile capacità di comunicare con il pubblico". L'evento sarà replicato su Mtv Gold (canale Sky 705) domenica 23 dicembre alle ore 15.00 e martedì 25 dicembre alle 22.00. Su Mtv Italia, invece, andrà in onda martedì 1 gennaio alle 17.00 e domenica 6 gennaio alle 21.00.
Imperdibile!
(fonte: www.mtv.it)

Queen in studio...

Pubblicato da BettingMaker | giovedì, dicembre 20, 2007 | | 0 commenti »
Lavoro in studio di registrazione per i Queen e Paul Rodgers che, dopo aver dato in pasto ai fans il download del brano "Say It’s Not True", stanno continuando a lavorare per il nuovo album che dovrebbe uscire all'alba del 2008. Nelle ultime ore, Brian, attraverso il suo sito, ha affermato che il 17 dicembre si è conclusa la fase pre-natalizia dei lavori che, probabilmente riprenderanno con nuova linfa dopo le baldorie festive. Il chitarrista ha, per l'ennesima volta, parlato dell'intesa che si è instaurata con Roger e Paul durante le sessions: “siamo tre musicisti che suonano insieme e si divertono, una situazione rara al giorno d’oggi”. Secondo Brian, dunque, il nuovo disco ha un'impronta decisamente rock e l'uso dell'elettronica è stato ridotto ai minimi termini. Brian, parlando delle canzoni finora registrate, ha detto che la set-list si presenta molto omogenea ed è costituita da pezzi rock, ballate ed inni.
Dopo aver ascoltato l'aperitivo "Say it's no true", rimango decisamente ottimista sul sound della band e sull'alchimia trovata con Paul.

Il narcotrafficante con il volto di Freddie

Pubblicato da BettingMaker | giovedì, dicembre 20, 2007 | , | 0 commenti »
Per sfuggire alla polizia si era sottoposto a una moltitudine di operazioni chirurgiche ma Juan Carlos Ramirez Abadia, detto 'Chupeta', uno dei narcotrafficanti colombiani più ricercati, non è riuscito a sfuggire all'azione congiunta della polizia federale brasiliana e a quella dell'agenzia anti-droga statunitense Dea che l'hanno arrestato in Brasile 4 mesi fa. Per assicurare alla legge il trafficante, è stata necessaria anche la collaborazione delle forze dell'ordine di Colombia, Messico, Argentina, Uruguay e Spagna. Ramirez in uno dei suoi ultimi interventi, si sarebbe fatto una plastica facciale per assomigliare a Freddie Mercury. Durante l'operazione i medici gli hanno impiantato diverse protesi di silicone alle mascelle perche' potesse assomigliare al suo idolo di sempre. Come potete vedere anche i narcotrafficanti colombiani ascoltano la musica dei Queen...

Natale targato Queen: "Thank God it's Christmas"

Pubblicato da BettingMaker | martedì, dicembre 18, 2007 | , | 0 commenti »
Colgo l'occasione per parlarvi di questa canzone visto che il Natale ormai è alle porte... Eh si, anche una rock-band come i Queen ha contribuito ad accrescere la moltitudine di canzoni da canticchiare sotto l'albero. Questo singolo venne scritto dal chitarrista Brian May e dal batterista Roger Taylor nel 1984 ed uscì il 26 novembre dello stesso anno rimanendo in classifica per 6 settimane e raggiungendo il ventunesimo posto nella chart britannica. Anche se non è mai stato pubblicato in nessun album registrato in studio dalla band, il brano è stato inserito (come contenuto extra) nel 1999 all'interno del "Greatest Hits III" e venne pubblicato anche nel 1995 come b-side del singolo "A Winter's Tale". Non è un capolavoro (cantata anche da Brian e Roger e con un arrangiamento più ricercato probabilmente mi avrebbe emozionato di più) ma nonostante ciò, i Queen riescono lo stesso a creare l'atmosfera magica e sognante tipica delle canzoni natalizie. Chiudete gli occhi e ascoltatela.... vi sembrerà di ritornare bambini!
Attualmente non c'è nessuno video ufficiale della canzone (su youtube trovate un montaggio di un fan) anche se Brian May ha più volte parlato di un eventuale video a riguardo. Ipotesi molto remota credo. Potete ascoltarla nel jukebox alla vostra destra (ad occhi rigorosamente chiusi però!).

Clicca QUI per scaricare la versione del brano mai uscita.

Nuovi rumors sul film...

Pubblicato da BettingMaker | domenica, dicembre 16, 2007 | | 2 commenti »
Il film, da tempo in progetto, sulla vita di Freddie Mercury potrebbe chiamarsi "Somebody To Love".

My Fairy Music

Pubblicato da BettingMaker | venerdì, dicembre 14, 2007 | | 0 commenti »

Il testo di "Let Me In (Your Heart Again)"

Pubblicato da BettingMaker | giovedì, dicembre 13, 2007 | | 0 commenti »
Let Me In (Your Heart Again)

When people talk of love,
I'll join in conversationI'll say I feel just fine, happy with my situation
But when I look away, people know my mind is spinning
To where I once belonged, I'll dream I'm in your heart again
Let me in
Let me in your heart again
When love has let you down, I'll be your consolation
We'll talk and talk our lives, through every complication
But when you went away, you took my heart and soul away with you
But now I stand alone and dream I'm in your heart again
Let me in Let me in
Let me in your heart again
So many nights we meet, in my imagination
And everywhere I turn, you're still my inspiration
Then yesterday you came, and turned my whole world upside down again
You won't hear me complaining, I'm back inside your heart again
You let me in
You let me in
You let me in your heart again
Oooh, you let me in your heart again

Inedito dei Queen

Pubblicato da BettingMaker | giovedì, dicembre 13, 2007 | , | 0 commenti »
Durante la convention nel 2006, l’archivista dei Queen, Greg Brooks ha fatto ascoltare alcune demo della band ("Somebody To Love" , "Tie Your Mother Down", "Back Chat" , "Don't Stop Me Now", "I Go Crazy", "Let Me Entertain You" e "One Vision"): molte di queste versioni (alcune sono delle vere e proprie jammin session) dovrebbero far parte del famoso cofanetto che i fans aspettano ormai da quasi due anni... ma che per ora (purtroppo) rimane una chimera (con il prossimo album dei Queen + Paul Rodgers in fase di lancio sarebbe una mossa commerciale totalmente fallimentare e gli squali della Queen Production lo sanno bene). Greg, inoltre, ha trovato negli archivi una versione cantata da Freddie Mercury della canzone “Let Me In Your Heart Again”, pezzo scritto da Brian May durante le registrazioni di “The Miracle” ed in seguito inserito nell’album “Talking Of Love” della moglie Anita Dobson (fonte: http://www.queenonstage.com) .

Anche Paul Rodgers si esibisce nel giorno dei Led Zeppelin

Pubblicato da BettingMaker | giovedì, dicembre 13, 2007 | , | 0 commenti »
Dopo più di 20 anni anche i Led Zeppelin sono tornati con una nuova esibizione dal vivo. Ad affiancare Robert Plant, Jimmy Page e John Paul Jones è stato scelto Jason, il figlio del mitico Bonham.
Si sono esibiti all'Arena O2 di Londra per un show che ha fatto rivivere per una serata la leggenda del "dirigibile". Circa 20 milioni di persone si erano prenotate on line per accaparrarsi i biglietti, a 125 sterline l'uno, ma solo 18.000 fortunati hanno potuto assistere all'evento. Il concerto-tributo in memoria di Ahmet Ertegun, fondatore della casa discografica Atlantic Records che lanciò il gruppo nel 1968, doveva inizialmente svolgersi il 26 novembre scorso, ma poi è slittato perché Page si è fratturato un dito. L'apertura è stata affidata a Bill Wyman, ex Rolling Stones, e ai suoi Rhythm Kings, poi Paolo Nutini (l'ultima scoperta di Ertegun), i Foreigner e l'attuale vocalist dei Queen, Paul Rodgers. I Led Zeppelin, di fronte ai loro fans, hanno riproposto le loro pietre miliari :"Good times, bad times" con i suoi colpi secchi della chitarra e la voce irrangiungibile di Robert Plant, la bordata rock "Black dog" e a fine serata l'assolo spinoso e frenetico di "Whole Lotta Love", l'arpeggio celestiale di "Stairway to Heaven" e i ritmi orientali di "Kashmir", tutte accolte da applausi, scene di entusiasmo, ma anche di fervida commozione. Molte celebrità presenti al concerto: da Paul McCartney agli Oasis, dai Genesis a Dave Gilmour fino a Sting, con l'immancabile corollario estetico di Naomi Campbell e Kate Moss. In Rete sono già arrivati i primi video amatoriali della serata. Provate a digitare "Led Zeppelin Arena" nel motore di ricerca di YouTube e troverete decine di spezzoni, comprese le versioni più o meno integrali di "Stairway To Heaven", "Kashmir", "The Song Remains the Same". Sembra che la Warner, la casa discografica dei Led Zeppelin, non sia molto contenta di tutto ciò e stia cercando di bloccare la diffusione dei filmati. Un'impresa decisamente ardua, nell'era dei telefonini (che permettono a chiunque di riprendere i video) e di Internet (che li moltiplica e li distribuisce fino in Australia).

Un Duca al servizio della Regina

Pubblicato da BettingMaker | sabato, dicembre 08, 2007 | | 1 commenti »
Spike Edney (nome d'arte di Philip Edney) è nato l'11 dicembre del 1951 ed è il musicista inglese che ha collaborato, a partire dal 1984, (come tastierista e chitarrista ritmico) con i Queen (appare in "Rock in Rio" nel 1985, nel Magic tour del 1986, nell'album "A Kind Of Magic" e al "Freddie Mercury Tribute"). "The Duke" (questo è il suo soprannome) è stato inoltre membro dei Cross, gruppo fondato da Roger Taylor attivo dal 1987 al 1993, ed ha partecipato ai progetti solisti di Brian May dal 1993 al 1998 (lo avrete senz'altro notato nel "Live At The Brixton Academy"). Nel 1994 ha creato la SAS Band (Spike's All Stars Band), un gruppo musicale in cui si danno il cambio diversi membri di varie band (soprattutto Queen, Toto, Whitesnake e Spandau Ballet) o solisti (Roy Wood, Paul Young, Leo Sayer e Kiki Dee). Con Roger e Brian ha partecipato anche a manifestazioni come "Party At The Palace" e alla cerimonia dell' "Hollywood Walk Of Fame". Recentemente Edney ha partecipato come tastierista ai tour del 2005 e del 2006 della band Queen + Paul Rodgers, alla produzione del musical "We Will Rock You" ed al concerto svoltosi in Sud Africa per la fondazione di Nelson Mandela dove era anche direttore artistico. Il nostro Spike ha lavorato anche con i seguenti artisti:

1975-7: Ben E King & The Tymes
1977-9: Edwin Starr

1980-4: Boomtown Rats, Dexy's Midnight Runners

1987-91: George Benson, Duran Duran, Bon Jovi, Eric Clapton, Rolling Stones

1992: Bob Geldof

1994: Ian Hunter al "Mick Ronson Tribute Concert", e Manic Street Preachers

1995: Beautiful South

1996: Gary Barlow, Peter Green

1999: Joe Cocker, 10CC


Forse non ci crederete ma nel 1992 ha suonato la chitarra nell'album "Cosa Succederà Alla Ragazza" di Lucio Battisti....


Non so perchè ma credo che nel 2008 sarà ancora on the road con Brian e Roger....

Queen I: un debutto troppo sottovalutato

Pubblicato da BettingMaker | lunedì, dicembre 03, 2007 | , , | 0 commenti »
"Queen" è uno dei debutti discografici più sottovalutati della storia del rock, quest' album ci fa tornare indietro fino al 1973, prima dei grandi classici come "Bohemian Rhapsody" o "Killer Queen" che consacrarono il successo internazionale del quartetto britannico. "Queen", pubblicato in Inghilterra il 13 luglio del 1973, costituisce la prima pietra a quella che sarà la cattedrale che Freddie e compagni riusciranno a costruire con il loro talento. L'album venne registrato presso i Trident e i De Lane Lea Studios, in Inghilterra, e prodotto da Roy Thomas Baker, John Anthony, Louie Austin ed i Queen. Gli assistenti di registrazione furono Roy Thomas Baker, Mike Stone, Ted Sharpe e Dave Hentschel. La registrazione proseguì per un lungo periodo di tempo, poiché la band usava le off-hours (i "tempi morti" tra le registrazioni di altri gruppi) per risparmiare. Nel retro dell'album la band fece includere il commento "No synthesizers" (nessun sintetizzatore), poiché alcuni ascoltatori avevano erroneamente ritenuto che alcuni effetti vocali e della chitarra fossero dovuti al sintetizzatore. I Queen erano già inseriti nel circuito universitario e dei club nei dintorni di Londra, quando venne concessa loro l'opportunità di testare i nuovi accessori di registrazione dei De Lane Lea Studios, che usarono per elaborare delle versioni pulite di cinque canzoni: "Keep Yourself Alive", "The Night Comes Down", "Great King Rat", "Jesus" e "Liar". Nonostante la qualità di tali registrazioni, nessuna casa discografica volle assumerli, eccetto la Chrysalis Records, che usarono per cercare di convincere le altre case. Nel 1972 vennero finalmente notati da Norman e Barry Sheffield, che stavano allestendo i Trident Studios. Il patto con la band principiante era che loro potessero registrare solo durante i tempi morti degli Studios, quando l'artista pagante fosse andato via (di solito tra le ore 3.00 e le 7.00). Un giorno, mentre attendeva che lo studio si liberasse, a Freddie Mercury fu richiesto di registrare delle parti vocali dal produttore Robin Cable, che stava lavorando su una versione di "I Can Hear Music" e "Goin' Back". Mercury si portò dietro anche Brian May e Roger Taylor, e il pezzo venne registrato. Questa situazione durò da giugno a novembre del 1972. A causa di queste limitazioni, in questo periodo la band si concentrò sul terminare un brano alla volta, prima di passare al successivo. I problemi sorsero immediati. La band aveva una grande considerazione dei demo registrati ai De Lane Lea Studios, ma il produttore Roy Thomas Baker chiese loro di re-registrare le canzoni, stavolta con un equipaggiamento migliore. "Keep Yourself Alive" fu la prima a venire re-registrata e ai Queen il risultato non piacque. La registrarono ancora una volta, ma nelle sessioni di mixaggio nessun mix andava incontro alle loro pretese, finché Mike Stone, dopo altri sette o otto tentativi falliti, con la sua prima prova incontrò l'approvazione dei Queen. Stone sarebbe rimasto come addetto al mixaggio e a volte anche come co-produttore per i loro cinque successivi album. La prima re-registrazione di "Keep Yourself Alive" venne più tardi pubblicata dalla Hollywood Records negli USA con il titolo di "Long Lost Re-take", con l'autorizzazione di Brian May. Un altro brano andò incontro a dei problemi: "Mad The Swine" era stata registrata per l'album, ma Baker e i Queen erano ancora in disaccordo, a causa della qualità del suono delle percussioni. Non avendo risolto la disputa, il brano venne lasciato fuori dall'album. Questo, comunque, apparve sul lato B del singolo "Headlong" pubblicato nel Regno Unito. La versione di "The Night Comes Down" che appare nell'abum è, infatti, il demo registrato ai De Lane Lea, poiché la sua qualità appariva migliore dello standard del resto delle canzoni dell'album. "Queen" mostra una band già matura ed in grado di comporre buone canzoni, sufficientemente articolate e con ampio spazio dedicato alle parti soliste (molto di più che nella maggior parte dei dischi successivi). Lo stile non è facile da definire: se brani come “Modern Times Rock and Roll” e “Son And Daughter” sono visibilmente Hard e dall’impronta decisamente Led Zeppelin, in “My Fairy King” e “Doing All Right” i Queen si comportano diversamente, alternando ai classici riff alla Jimi Page parti più calme, in cui a dominare sono le chitarre acustiche e il pianoforte. L’impatto tipicamente pop di “Keep Yourself Alive” contrasta non poco con la potenza di “Great King Rat” e “Liar”, nelle quali Mercury e compagni riescono a raggiungere picchi musicali discretamente alti anche senza l’utilizzo delle tastiere. Poi, con la riuscita “The Night Comes Down”, provano a cimentarsi in qualcosa di più sperimentale, con buoni risultati; come brano conclusivo ci regalano un'interessante versione strumentale di “Seven Seas Of Rhye”, che nel successivo “Queen II” avrà arrangiamento migliore e testo. Diventerà un classico del quartetto... Non si riesce però a comprendere bene con quale identità, a quel tempo, i Queen volessero apparire: nelle loro coinvolgenti esibizioni live si presentavano come un gruppo estremamente “glam” ma alcuni testi di “Queen” con frequenti riferimenti alla bibbia (“Jesus”, “Liar”), digressioni Fantasy ("My Fairy King") e “Pseudo-Lezioni Di Vita" (“Keep Yourself Alive”) di glam hanno ben poco. Tale oscurità è così evidente in certi brani che fa pensare a improvvisazioni vocali del momento, rimaste tali anche durante la registrazione finale dell'album. Questa voglia di significati misteriosi sarà uno dei fili conduttori dei primi lavori dei Queen. Per complicare ulteriormente il discorso intervengono i coretti molto “Yes” che compaiono di volta in volta un po’ in tutte le tracce. Musicalmente, di primo ascolto, si ha la sensazione di un prodotto che si allinea agli stilemi quegli anni, ammiccando a quella parte di pubblico infatuata dall'allora dilagante fenomeno del glam-rock. Ad un ascolto più attento, tuttavia, ci si accorge di come non manchino accenti e spunti del tutto originali. Soprattutto nei momenti più delicati è facile rimanere incantati da una certa freschezza compositiva, spesso modulata su una complicata ed elegante struttura musicale. È il caso della meravigliosa "My fairy king" e di "Liar". Una degna menzione merita l'orchestrazione delle chitarre: molteplici sono le sovraincisioni e gli effetti stereo, tutti rivolti a regalare coralità, enfasi ed un alito di epicità ai brani. Il lavoro alle sei corde appare graffiante e assai appropriato per il mood dell'album. Un lavoro a tratti strepitoso che un giovanissimo Brian May riuscì ad ottenere dopo numerose sperimentazioni, aiutato, a quanto sembra, anche dalla sensibilità creativa di Freddie. "Keep Yourself Alive" è una una prova da equilibrista alle sei corde che ricalca il rock vero, pungente, a tratti rude del panorama musicale dei primi anni 70. La raffinata severità dell'interpretazione vocale, seppur nel caos di una musicalità volutamente chiassosa, è limpida e saggiamente intessuta su trame armoniche accattivanti e di sicuro effetto. E' un treno in corsa che pare non abbia fermate, né una destinazione. Il brano sta nella prova vocale di Freddie e in quella chitarristica di Brian, mentre tutto il resto asseconda quel gusto viscerale per suoni energici e dalle vaghe cadenze afro-tribali. Musicalmente, dopo un crescendo "rossiniano" di chitarra elettrica incanalata su effetti stereo dall'indubbio fascino, si può legittimamente affermare che il brano "esploda" nel ritornello, subito dopo convulse, rapide e sibilline strofe introduttive. Un intermezzo affascinante di percussioni e una capatina vocale di Roger (e anche di Brian, a seconda della versione presa in esame) accrescono di consistenza l'intero brano. Riguardo ai contenuti, il testo è un chiaro invito a tenere duro di fronte alle avversità; è un avvertimento dei pericoli e degli ostacoli che tutti, prima o poi, troveremo per il nostro cammino. A questo, tuttavia, fa eco una certa rassegnazione, soprattutto nelle prime strofe, e una mesta constatazione dell'inconsistenza delle illusioni giovanili. Primo singolo dei Queen in assoluto (uscito il 6 luglio 1973), non raggiunse alcuna posizione significativa nelle classifiche discografiche inglesi, ma, per tutti gli anni '70, divenne un acclamato successo nei concerti dei quattro Queen. "Doin' Alright": scritta da Brian May e Tim Staffel, ri-arrangiata dai quattro Queen attraverso una trasposizione introduttiva per pianoforte, è dapprima un dolce e solare messaggio di freschezza vitale, di ritrovata gioia di vita, mentre la parte centrale si segnala per una intensa e forse un po' caotica performance rockeggiante. È un brano "da tè pomeridiano", studiato per assorbire il meglio della raffinatezza musicale inglese e per combinare la morbida dolcezza della melodia ad una decisa e maschia vena rock! Si segnala anche per i frequenti e repentini cambiamenti di ritmo e di "sapore" musicale. Questo è uno dei pochi brani dei Queen che vede Brian May al pianoforte.In questa occasione, Brian suonò anche la sua vecchia chitarra acustica Hairfred, una cosa che fece altre volte per brani come "White Queen" (As It Began) e "Jealousy". Compare come retro del singolo americano "Liar". "Great King Rat": E' un rock atipico, primo esempio della multicolore vena creativa di Freddie Mercury, così lontana da una monocromatica staticità espressiva, sempre alla ricerca di intense sensazioni attraverso inconsuete trovate musicali. Su un ritmo spagnoleggiante, percosso dall'elettricità di certi riffs e da un vivacissimo ed appropriato gusto per suoni rudi e sincopati, prende forma questo capolavoro dai temi ermeticamente religiosi. La parte strumentale centrale, mai noiosa e costantemente frizzante, esalta le doti di Brian May il quale, non senza un certo compiacimento in quei simil-assoli, rende epica una melodia strozzata, convulsa, singhiozzante. Un certo e voluto riverbero (o eco) nella prova vocale di Freddie pone l'accento sull'atmosfera mistica del brano. Ottimo Roger Taylor. Superlativo Brian May quando strizza l'occhio alla melodia con la sua chitarra. My Fairy King: Il luogo incantato (Rhye) dove Freddie vorrebbe portarci attraverso le parole di questa favola dal finale crepuscolare, non potrà mai elevarsi a paesaggio fatato quanto la sublime e intricata struttura melodica del brano. Il misterioso e gridato incipit, che rimanda la mente a grandi spazi aperti dai cieli plumbei, lascia il posto a una nenia in crescendo attraverso un falsetto delizioso che, pian piano, diviene un dolcissimo fremito d'amore che percorre tutta la canzone (quella nota ripetuta su cui costruisce la prima parte del brano è un tema che più tardi riprenderà in "Killer Queen" e "Bohemian Rhapsody"). Le sovraincisioni di voci, una chitarra elettrica profonda e mai così opportunamente dosata, l'eco deliziosa e ripetuta, e atmosfere musicali vagamente operistiche-orientali, rendono la parte centrale meravigliosa all'ascolto. Tutto è connotato di una sublime vena intimista. E il ponte che collega il ritornello all'epilogo di pianoforte, è un momento di pura esaltazione musico-vocale: Freddie che risponde a sé stesso è un Eden di voci angeliche! L'epilogo? La quiete dopo la tempesta. Un dolcissimo compendio della sensibilità musicale di Freddie, così multiforme e variopinta! Dopo un canto soavissimo al piano il brano, prima di concludersi, si trasforma in un accorato fuggi fuggi strumentale che trasmette angoscia, disperazione, paura. Sul testo c'è poco da dire: tutto è fantasia e mistero. Sembra che il mondo fatato di Freddie sia stato distrutto dall'avvento di qualcosa o di qualcuno. La magia è scomparsa, la serenità è trasformata in incubi, e l'invocazione materna quale ultima speranza. In questo episodio anche Roger Taylor mostra le sue doti vocali, raggiungendo le più alte note della sua carriera. Da notare che Mercury prese in prestito alcuni versi da una poesia di Robert Browning, "The Pied Piped of Hamelin". Capolavoro! "Liar": Uno zibaldone di momenti musicali di grande fascino, il tutto immerso in sonorità graffianti e finemente lavorate. Un lavoro di gruppo partito dall'input di Freddie, ma avvitato su una splendida performance strumentale da parte dei nostri. Riprendendo parte di una composizione giovanile dell'epoca Ibex (il titolo allora era "Lover"), i Queen riescono a palesare nuovamente il loro spirito poliedrico costruendo un masterpiece complicato e dalle forti tinte rock. Un brano musicale che non stanca, che sorprende per potenza e per quell'anima creata appositamente per reggere l'impatto concertistico. Seppure meno sottile di altre prove compositive e, di tanto in tanto, velato da un'acerba e quasi rude foga rock (negli assoli), Liar riesce bene a raggiungere le profondità musicali e lo scopo prefissato dai Queen è presto raggiunto: si ha la sensazione di trovarsi di fronte a un'opera completa racchiusa in poco più di 6 minuti di brano. Numerose sono i cambiamenti di ritmo, di melodia e, non di rado, di gusto musicale. Da antologia la parte "you're lying to me father please forgive me, you know you'll never leave me...". L'intermezzo è uno stanco, ma accattivante passaggio simil-gospeliano. Il finale è poderoso e compatto, rivelando passaggi di elegante e sentito rock. Graffiante e camaleontica! Uscito anche come singolo negli Stati Uniti (retro Doin' Alright) in una forma edit (tagliata). "The Night Comes Down": Dall'atmosfera plumbea e misteriosa alla sottile e femminea interpretazione vocale, dal ritornello corale al testo fatalista e nostalgico, tutto, in questo brano pieno di gusto, è pervaso di malinconia. Eppure la tessitura melodica appare profonda e dall'ampio respiro, mentre deliziosa e solare è la vivacità interpretativa. Quell'introduzione dalle tinte seppiate e funeree che si getta in una strofa dai color pastello è un bellissimo momento che sottolinea lo stato di smarrimento nel quale sembra vivere il protagonista del testo. La leggiadra e fanciullesca ninna nanna della prima strofa si trasforma in un grido di sofferenza, in un tentativo apparentemente vano di ricerca d'aiuto. Non vi è una grande prova strumentale perché tutto è rivolto a sottolineare con pacatezza e decisione l'innocenza del protagonista, il suo passato roseo e l'attuale disorientamento dovuto all'oscurità. Così il brano rimane avvolto da leggere cadenze classiche che aprono un varco tra rock e musica leggera. Bravo John Deacon (o Deacon John, come viene chiamato il nostro bassista nei credits dell'album!). Nel testo della canzone è presente anche un riferimento ambiguo a "Lucy in the Sky with Diamonds": "When I was young it came to me; And I could see the sun breaking; Lucy was high and so was I; Dazzling, holding the world inside". May è per sua stessa ammissione un fan dei Beatles ed in numerose interviste ha dichiarato l'influenza avuta dalla band britannica. La versione presente in "Queen I" (l'unica conosciuta!) è tratta dalle sedute di registrazione ai De Lane Lea studios del 1972. È quindi una registrazione praticamente in presa diretta! Gemma preziosa! "Modern Times Rock And Roll": La prima prova di Roger come compositore vorrebbe strizzare l'occhio ad un rock and roll allegro e un pò festaiolo, non è un pezzo memorabile ma a me non dispiace. Gradevole. "Son And Daughter": Di nuovo una rappresentazione, seppure con una marcia in meno e una verve compositiva più pacata rispetto ad altri brani, del tipico rock primi anni '70, rivisitato secondo una chiave personale e qua e là farcito di brillanti trovate. Tuttavia il brano si trascina non senza qualche difficoltà, ma appare anche una certa maturità ad un livello che difficilmente si riscontra altrove, soprattutto nelle parti in cui Freddie riesce a modulare la voce su registri sensuali e sottili e laddove Brian si inventa interessanti fraseggi chitarristici. Questi ultimi, per la verità, si limitano ad accompagnare melodicamente il brano, ma certi spunti (soprattutto nella parte centrale del pezzo) donano una certa consistenza, mentre il finale riesce a far emergere quel carattere di novità e freschezza che sono la virtù principale dell'album "Queen". Retro del singolo "Keep Yourself Alive". "Jesus": Il testo infantile e anche un po' ingenuo di questo brano prende spunto da episodi narrati in alcuni Vangeli. Ma quello del tema religioso e più precisamente del Cristo Salvatore venerato e osannato dalla folla e annunciato al mondo dai re magi, è forse solo un pretesto per porre l'accento sul ritornello corale, che ha in se una vaga pretesa rock-gospel (quest'ultimo, genere quasi esclusivamente a carattere religioso, nato nelle comunità afro-americane. Genere molto amato da Freddie!). Ma fermarsi al semplice testo di questo brano significa, in realtà, compiere un grande errore! "Jesus" è uno splendido affresco che, in alcuni punti e grazie soprattutto all'abilità di Brian, riesce a raggiungere profondità musicali inaspettate Da brividi la parte strumentale a metà brano con stupende pennellate di chitarra elettrica, mentre la voce di Freddie, così limpida, cristallina, forte e piena di emozioni, dona al brano un'indubbia unità di forma. In sostanza sorprende molto il tema del brano poiché Freddie proveniva da una famiglia praticante il culto Zoroastriano (sembra che venne scritto da Mercury, probabilmente con intento canzonatorio, mentre, seduto al tavolo di un bar, stava osservando un gruppo di fedeli uscire da una chiesa), e risultano magnifiche le parti strumentali (nonostante qualche concessione di troppo a un rock fracassone - vedi Doin' Alright - !). 30 e lode! "Seven Seas Of Rhye": Un breve assaggio di quello che diverrà, alcuni mesi più tardi, il primo singolo top 10 dei Queen. Questa versione è strumentale, dura poco più di un minuto e rappresenta la nascita prima di "Seven Seas Of Rhye", così come appare nell'album "Queen II" (1974). Divertente e allegra trovata di piano. In definitiva, molti l'hanno definito ancora un album grezzo, imparagonabile ai futuri successi, altri l'hanno reputato un album sottovalutato ma una cosa è certa: "Queen" crea una solidissima base su cui tali successi saranno fondati, integrando già tutti quei classici elementi che distinguono i Queen da ogni altra band rock.