L'enigma di "No One But You"

Pubblicato da BettingMaker | giovedì, gennaio 31, 2008 | , | 0 commenti »
Alla fine del 1997 viene dato alle stampe “Queen Rocks”, una raccolta dei pezzi più heavy della band. In realtà questo disco non toglie e non aggiunge nulla alla grandezza dei Queen ma contiene l'inedito No One But You (Only the Good Die Young), brano che Brian, Roger e John dedicano all'amico di sempre Freddie e a Lady Diana scomparsa qualche mese prima della pubblicazione. Una canzone a mio parere molto in stile "Queen": i tre musicisti riescono a creare un sound molto regale ed un'atmosfera davvero pregna di emozioni. Il video del brano è molto essenziale, Roger (con i suoi inseparabili occhiali scuri) alla batteria e Brian prima al pianoforte e poi alla chitarra. Sullo sfondo il taciturno John (sarà una delle ultime apparizioni) che strimpella il basso. Alberga Sul pianoforte un bicchiere di champagne per ricordare Freddie, infatti, ad ogni concerto della band, il cantante era solito poggiare sul piano i suoi bicchieri ed ogni momento era quello giusto per un brindisi. Sembrerà un caso ma alla fine della canzone, quando si spengono le luci e il regista inquadra quel bicchiere, accade una cosa alquanto strana…. Se fate attenzione, si vede una minuscola farfalla che scende e vola intorno al calice e poi, ad un tratto, scompare nelle tenebre. Senz’altro è stato solo un caso ma mi piace pensare che Freddie abbia voluto dare un segno della sua inequivocabile presenza, ringraziare i compagni per la canzone composta in sua memoria e a suo modo conquistarsi ancora la scena. Per guardare il videoclip del brano cliccate qui

No a Deacon Close

Pubblicato da BettingMaker | mercoledì, gennaio 30, 2008 | , | 0 commenti »
Membri dell'amministrazione di Leicester hanno rifiutato l'idea di intitolare una strada a John Deacon. Per la strada, che passa per la zona in cui John nacque, era stato proposto da Jacky Gunn, la direttrice del Queen Fan Club, il nome "Deacon Close". (fonte: queen World)

Il musical "We Will Rock You" in Italia? Così pare!!!

Pubblicato da BettingMaker | martedì, gennaio 29, 2008 | , , | 0 commenti »
A novembre dovrebbe partire la versione italiana del musical "We Will Rock You", lo spettacolo teatrale che ha riscosso grande successo in Gran Bretagna e che ha già fatto tappa in alcune importanti capitali europee. La rappresentazione, come si intuisce dal titolo, è chiaramente dedicata ai Queen. La notizia è stata diffusa dal regista Maurizio Colombi nell'intervista che compare oggi sul "Corriere Mercantile" di Genova. Al momento, sia dal sito ufficiale dei Queen sia da quello di Brian May non trapela nulla.

Quando il rock incontra l'opera: Bohemian Rhapsody (seconda parte)

Pubblicato da BettingMaker | martedì, gennaio 29, 2008 | , , | 0 commenti »
Che dire invece su "Bohemian Rhapsody"? Hard rock, lirica, pop; tutto è concentrato nei sei interminabili minuti di questo brano, in cui si ha la sensazione di attraversare mondi e dimensioni sconosciuti, come l'improbabile protagonista della canzone, prima carnefice e poi vittima di una schiera di diavoli affamati della sua anima. La genialità dei Queen è espressa in un’operetta che si articola in tre cambi di tempo. Nonostante il singolo non fosse propriamente radiofonico ottenne subito un successo notevolissimo in Inghilterra dove arrivò alla numero uno. L’esperimento di una canzone con tre cambi di tempo era stato già provato dai Beatles in “Happiness Is A Warm Gun”, dove arrivarono ad unire tre diverse canzoni. La “Bo Rap” inizia con un accompagnamento di pianoforte che si collega alla parte corale tramite un sottile ricamo di chitarra di Brian May. La parte corale, la più interessante, fu registrata in una settimana, e durante i concerti, quando veniva eseguita la canzone, non era cantata “live”. Le voci dei quattro Queen si intrecciano, si sovrappongono a creare notevoli effetti polifonici. L’ultimo cambio di tempo è costituito dalla parte finale, dove c’è un’esplosione hard rock. La voce di Mercury arriva di diritto nell’Olimpo, la chitarra di May spara suoni hard rock devastanti, e poi improvvisamente, da questa bufera sonora, la quiete, resta solo la voce di Freddie e il suo fedele piano “Nothing really matters / anyone can see / nothing really matters / nothing really matters to me / Anyway the wind blows.” Il gong finale chiude una cavalcata di rara bellezza. "Bohemian Rapsody" è un prodigioso riassunto di alcuni secoli di storia della musica popolare europea e non. Ci sono i canti di Natale in chiesa, i Platters, i Led Zeppelin, l'opera, il melodramma di Monteverdi, le cantate di Bach, le melodie corali di Verdi, Frank Sinatra, il musical di Broadway. Il tutto preso e frullato senza rispetto per successioni cronologiche: il canto da chiesa si innesta sulla power-ballad, assoli di chitarra conducono dalle atmosfere del cabaret a quelle dell'Opera, in un tripudio di sovrancisioni vocali, spunti melodici, riff travolgenti che simulano le progressioni dei fiati in un orchestra fra cori angelici e demoniaci, senza perdere mai di vista il tema melodico principale. Il finale della "Serata all'Opera" è in pompa magna. La chitarra di May si concede il lusso di suonare l’inno inglese “God Save The Queen” in chiave parodistica, imitando così Jimi Hendrix che a Woodstock aveva scolpito l’inno americano, tra distorsioni e dissonanze, nella storia del rock. L'intero disco potrebbe costituire la colonna sonora di un musical, se solo avesse un'unita tematica. Meraviglioso masterpiece!!!

I fasti di "A Night At The Opera" (prima parte)

Pubblicato da BettingMaker | lunedì, gennaio 28, 2008 | , , | 0 commenti »
"A Night At The Opera" non è solo uno dei dischi più originali dell'intera discografia della band inglese, è un'esplorazione a 360 gradi attraverso le sconfinate opportunità che, negli anni '70, il rock pareva offrire ai musicisti dell'epoca. Questo disco è lontano anni luce dal pop pregevole che ha reso i Queen delle vere e proprie icone dello show - business in tutto il mondo. I Queen arrivano a registrarlo nel 1975 quando i Deep Purple avevano già consolidato la propria fama forgiando l’hard rock spinoso che ha aperto la strada a tante altre band. Dopo la più che brillante esperienza di “Sheer Heart Attack” uscito l'anno precedente, in questa nuova esperienza, si evidenzia l’allargamento di vedute da parte dei Queen a scenari nuovi, a lande a loro inesplorate dove la voce di Freddie Mercury potesse dare la maggiore dimostrazione del suo straordinario potenziale, il rock vicino all’opera. Le menti geniali di Mercury, May, Deacon e Taylor, partoriscono un lavoro compatto, stoico, considerato da molti critici il loro fiore all'occhiello. I Queen mescolano alcuni fra i generi musicali più "popolari" di ogni tempo per creare un sound inconfondibile e maestoso. L'opera e l'operetta, il vaudeville, il music hall, il musical di Broadway, l'hard-rock dei Who e i Led Zeppelin, la vena glam di David Bowie, confluiscono in questo disco e si fondono magicamente l'uno con l'altro senza soluzione di continuità. Il tentativo di commistione di musica classica, opera e rock non era a ben vedere una novità assoluta nel mondo della musica popolare: i Beach Boys avevano ad esempio inserito arrangiamenti orchestrali nel loro “Pet sounds” datato 1966, e gli Who con il loro “Tommy”, avevano realizzato una rock opera già nel 1969. Ciò che rende comunque diverso “A Night At The Opera”, anche se non svincolato del tutto dai suoi illustri precedenti, è la presenza di due elementi: una forte ironia e la capacità parodistica da parte dei Queen. Lo stile barocco e pomposo delinea in maniera decisiva e originale la loro musica. L'album è dominato dalla schiacciante ispirazione di Mercury, qui al pieno delle sue possibilità espressive. In mano a lui, i Queen diventano un duttile strumento attraverso cui sperimentare le commistioni sonore più stravaganti. Ma non mancano episodi in cui le diverse anime del gruppo affiorano con prepotenza fungendo da contraltare alla travolgente creatività di Mercury: è così che trovano spazio brani come "'39", bellissima ballata country del chitarrista Brian May, o "You're My Best Friend", allegra ed orecchiabile canzoncina del bassista John Deacon, molto vicina al soul elettrico di Stevie Wonder. Ma è evidente, il "leitmotiv" del disco è un altro: le sonorità morbide di un pianoforte che esegue fini arpeggi mescolate ad una hard rock neoclassico. L'opera comprende "Death On Two Legs", anticipata da un breve intro inserito nella stessa traccia, quasi a mettere in guardia l'ascoltatore a quello a cui andrà incontro. La tagliente chitarra del riccioluto May si intreccia con veri e propri riff pianistici alla "Mussorgskij" creando così un muro sonoro a prova di "bomba" sul quale Mr Bulsara dipinge tutto il suo sarcasmo “Succhi il mio sangue come una sanguisuga, infrangi la legge e ne violi le regole, mi torci il cervello finché fa male”, la voce di Mercury è potente, limpida, altamente espressiva. Il cantante si atteggia a guitto e a dandy e non disdegna il crooning, le asprezze, il falsetto, il canto lirico e l'imitazione comica, ad un tratto tutto si interrompe per far largo a "Lazing On A Sunday Afternoon", un minuto di musica da cabaret, (immaginateli in gessato marrone e capirete), uno sketch vaudeville: la voce è filtrata perché sembri uscire dal cono di un grammofono. Il pianoforte saltellante, l'atmosfera da Londra di fine ottocento, il testo scopertamente wildeiano mettono a nudo l'ambiguità sessuale di Mercury ("I'm bount to be proposing on a Saturday night") e le potenzialità mimetiche della sua voce. La canzone successiva è "I'm In Love With My Car" ed è cantata da Roger Taylor. L'intensa prova vocale del batterista che dedica la canzone alle automobili, una delle sue passioni (chiaramente dopo le donne) ci riporta a sonorità rock. Il brano è destinato a diventare un classico nei concerti della band nella prima decade della loro carriera. Segue "You're My Best Friend", una canzone semplice al primo impatto che si poggia su un accattivante giro di basso ripetuto per tutta la canzone. Sembra quasi che faccia da intervallo all'opera; in realtà è la parodia della song romantica al pianoforte. I coretti "silly" sono una frecciata, e non una concessione al pop easy-listening. May invece si dedica al country rock con "'39", una melodia coinvolgente dominata dalle chitarre acustiche, accompagnate dai cori caratteristici dei Queen, che spingono il pezzo ad un livello altissimo. La Red Special simula il timbro del violino e della fisarmonica. Cambia scena: torna Mercury al microfono e May alla chitarra elettrica, e "Sweet Lady" diventa ancora un prestesto per deliziarci con potenti riff distorti cesellati dalla maestria vocale di Mercury. "Seaside Rendezvous", è l'ideale proseguimento delle atmosfere da music-hall londinese di "Lazing On A Sunday", trasportate nella Francia della "belle-epoque". E' vera musica da cabaret, con tanto di campanelli e assolo di kazoo; mancano solo le ballerine di contorno. In questo momento dell'opera sono tutti felici e tranquilli, ma qui inizia il terremoto. Nella burrascosa "The Prophet's Song", 8.20 minuti da ascoltare tutti d'un fiato, il gruppo si supera: La "gemella povera di Bohemian Rapsody" come è stata più volte erroneamente definita, è una mini-suite con introduzione acustica, tema hard rock, bridge corale per voci sovraincise e ritorno al tema. Ricalca nella struttura quel capolavoro che è "My God" dei Jethro Tull, e ne eredita e accentua la teatralità. Qui, più che in ogni altro luogo del disco, il parallelo con il musical è azzeccato. La scena madre della profezia dell'oracolo, di millenaria tradizione letteraria, è tratteggiata con enfasi verbale e melodica. Il cantante è uno, ma capace di infiniti travestimenti: ogni volta che Mercury cambia registro, o che il coro si inserisce nella tessitura, viene data la parola ad un personaggio diverso. La sezione centrale è un assolo della voce di Mercury, sovrancisa quattro volte l'una sull'altra in modo non sincronico: più voci cantano la stessa melodia in momenti diversi partendo a intervalli regolari, in una sorta di contrappunto sfalsato. In realtà questa forma canora è usatissima nelle filastrocche popolari dell'Europa continentale. Senza un attimo di respiro si passa ad una commovente canzone d'amore: "Love Of My Life". Pur nel pomposo arrangiamento per pianoforte, voce e cori, la melodia mantiene l'aspetto e l'umore della serenata alla finestra. Gli spunti di chitarra elettrica simulano una viola, e la conclusione è affidata ad un'arpa, questa volta autentica. Ed anche in questo episodio, la chitarra di Brian May, sinuosa e morbida come un violino, si trasfigura in voce strumentale ideale su cui poggia la canzone, splendido brano in bilico tra "Love Me Tender" e i "Lieder" di Schubert. Una lirica commovente che appassiona e fa innamorare all'istante: maestoso capolavoro!! Con "Good Company" la scena cambia ancora: ci troviamo di fronte ad un guitto di strada (Brian May) che racconta la sua mesta vicenda con in braccio un ukulele. Ancora la chitarra elettrica si traveste, stavolta riecheggia l'organetto a manovella. (continua)

Tutta la serie A sulla Gazzetta

Pubblicato da BettingMaker | sabato, gennaio 26, 2008 | , , | 0 commenti »

Greatest Hits IV

Pubblicato da BettingMaker | venerdì, gennaio 25, 2008 | , | 0 commenti »
Per coloro che non sono molto avvezzi a tutti gli album della band ma prediligono le raccolte, ho trovato in rete un ipotetico Greatest Hits IV. Se vi interessa, sarà vostro clikkando a questo indirizzo: http://www.megaupload.com/it/?d=TON3UXOY in alternativa QUI. La raccolta contiene i seguenti brani: 1. Heaven For Everyone 2. Scandal 3. Mustapha 4. Dancer 5. Rock It (Prime Jive) 6. One Year Of Love 7. Love Of My Life 8. You Don't Fool Me 9. Tie Your Mother Down 10. Tear It Up 11. '39 12. Jesus 13. Don't Try So Hard 14. Spread Your Wings 15. Dear Friends 16. Fun It 17. My Baby Does Me 18. The Fairy Feller's Master - Stroke 19. Made In Heaven 20. Forever. Che ne dite?

Ritratto di un fan: Homer Simpson

Pubblicato da BettingMaker | giovedì, gennaio 24, 2008 | , | 4 commenti »
Oggi ho deciso di parlarvi di un fan dei Queen molto popolare. Chi è ? Facilissimo… chi non lo conosce… Ladies and gentleman Homer J. Simpson!!!
Si è proprio lui, Homer Jay Simpson uno dei protagonisti della famosa serie televisiva di cartoni animati importata dagli Stati Uniti e in onda in italia oramai da più di tre lustri. Homer è senz’altro il personaggio più espressivo dei Simpson: egli, infatti, rappresenta quella parte grezza e selvaggia, ma anche dinamica (nella sua assurdità) che alloggia nell'anima dell'americano medio. Il nome deriva da quello del padre di Matt Groening (l'ideatore della serie), come del resto gli altri protagonisti della serie.
Homer è obeso e calvo, per la precisione ha in testa solo quattro capelli: due che fanno da riporto e due che tratteggiano una M sui lati del cranio. In un episodio della serie, ha spiegato che i suoi capelli, uniti alla forma dell'orecchio, formano "per qualche strampalato motivo" una M e una G: si tratta di un furba pensata di Matt Groening, introdotta all’inizio della serie per inserire le sue iniziali. Successivamente Groening eliminò questa singolare firma, perché gli spettatori, cercando sul volto di Homer le iniziali "M" e "G", si distraevano e non seguivano con attenzione il cartone animato. La spiegazione della sua perdita di capelli non è chiara: in una puntata, un flashback mostra il nostro Homer che si strappa i capelli in tre momenti distinti, quando Marge gli confessa di essere incinta, prima di Bart, poi di Lisa, ed infine di Maggie… In un’altra occasione svela come sia diventato pelato a causa di un farmaco che gli è stato inoculato quando si offrì come cavia in un test di medicinali. Come avrete intuito non ha una mente sopraffina: la sua abilità intellettiva è stata pregiudicata dalla presenza di un pennarello che si conficcò tramite le vie nasali nel suo cervello durante una "incredibile gara" contro se stesso... A causa di questo spiacevole avvenimento, Homer possiede adesso un quoziente intellettivo pari a 55. Homer è abituato ad nutrirsi di qualunque vettovaglia, anche se va matto per le ciambelle, il cioccolato, le costolette di maiale, le patatine fritte , gli hot dogs, gli hamburger ("KrustyBurger"), nachos e tutto ciò che sia dolce o grasso. Mi ricordo, però, che una volta Bart lo sorprese mentre stava mangiando di nascosto dei fiori… La sua bevanda preferita è la birra Duff, ispirata a una famosa marca in commercio (la Bud), per la quale è disposto a fare qualsiasi cosa. Ha provato anche a perdere peso con svariati sistemi: dalla dieta ferrea, ai nastri subliminali, ma i risultati ottenuti non sono mai stati convincenti. In un episodio l'ho visto trangugiare un sacco di farina da 5 kg perché in casa non aveva trovato niente di commestibile! Il rapporto di quest'uomo con la famiglia è molto simile a quello che hanno i genitori di oggi con i proprio figli: non li conoscono affatto! C'è da dire però che Homer spesso compie gesti eroici per salvare la propria prole dai guai...
Dall’età di 17 anni è un fan sfegatato dei Queen e numerosi sono gli episodi che fanno riferimento alla band: in una scena è possibile ammirare il poster di “A Night At The Opera”, in un’altra puntata Maggie si muove al ritmo di "You're My Best Friend" e ancora in un altro episodio Homer si esibisce sulle note di “We Are The Champions”. E di nuovo, quando si trova in vacanza con la moglie Marge, canticchia tutto compiaciuto "I'm A Champion" dopo aver catturato un pesce enorme! Un altro riferimento ai Queen del nostro “mitico” Homer avviene, quando intona sulle note di "It was a very good year" di Frank Sinatra, il seguente testo:

“When I was seventeen,
I drank some very good beer,
I drank some very good beer I purchased with a fake ID,
My name was Brian McGee,
I stayed up listening to Queen,
When I was seventeen”.

Senz'altro ci saranno altri riferimenti ma questi sono quelli che mi sono venuti in mente. Voi ve ne ricordate qualcun altro?
Certo che Homer è davvero un personaggio bizzarro… sembra così strano ma forse, in fondo in fondo, non si discosta molto dalla realtà: secondo me di cristiani come lui se ne trovano parecchi in giro e devo dire che a Brian May non dispiacerebbe se molti fans fossero così (forse già lo sono, nell'ultimo tour a Dortmund l'età media degli spettatori è arrivata proprio a livello Homer!)... eh si anche lui stravede per questa gialla famigliola!
Però non sarebbe male vedere un episodio (magari un “flashback”) con Homer giovincello e capelluto ad un concerto dei Queen… ve lo immaginate Homer nel backstage che parla con Freddie o che viene canzonato da Roger? Mi farebbe sbellicare dalle risate!

Riepilogo sondaggio

Pubblicato da BettingMaker | mercoledì, gennaio 23, 2008 | | 1 commenti »
Nel sondaggio indetto da www.votenumber1.com i Queen sono attualmente in vantaggio (di pochissimo) sui Bon Jovi e i Led Zeppelin nella categoria miglior gruppo rock. Brian è ancora in vetta come miglior chitarrista rock anche se è insediato da Steve Lukather (Toto) e Jimi Hendrix. Freddie, invece, tanto per cambiare è in testa nella categoria miglior cantante rock. Votate, votate e ancora votate!

Tv Sorrisi e Canzoni... dei Queen!

Pubblicato da BettingMaker | mercoledì, gennaio 23, 2008 | , | 4 commenti »
Vi segnalo l'iniziativa che "Sorrisi e Canzoni TV" sta lanciando per celebrare il mitico quartetto britannico: insieme alla celebre rivista vi sarà allegata la discografia completa della band, in versione rigorosamente originale. In edicola troverete 20 album imperdibili (sistemati in un elegante cofanetto) da collezionare settimana dopo settimana. Il 28 gennaio uscirà il primo compact (Queen) pubblicato nell'ormai lontano 1973 allo straordinario (e dico straordinario) prezzo di 4,99 euro (giornale compreso) mentre il 4 febbraio sarà la volta di Queen II a 9,99 euro, con il cofanetto in regalo. Troverete al medesimo prezzo anche il terzo e il quarto cd ("Sheer Heart Attack" e "A Night At The Opera") ai quali saranno allegati due libretti in omaggio con i testi delle canzoni. La collezione si concluderà il 9 giugno. Per chi non conoscesse ancora i Queen o ha ascoltato solo i bellissimi "Greatest Hits" è senz'altro un'occasione par approfondire la materia. Vi assicuro che non rimarrete delusi...

Happiness?

Pubblicato da BettingMaker | lunedì, gennaio 21, 2008 | , , | 1 commenti »
Raramente nella storia della musica rock i batteristi sono stati dei bravi cantanti o degli abili songwriters. Questo non è il caso del nostro Roger, artista poliedrico a cui il ruolo di batterista di una delle più famose band del pianeta probabilmente è sempre andato un pò stretto. Roger è stato infatti il primo della band ad imboccare la strada di una carriera solista, carriera che secondo il mio parere non ha nulla da invidiare a quelle del Dott. May e di sua maestà Mercury. Il terzo album da solista si chiama “Happiness?” e vide la luce nel 1994, a 10 anni di distanza dall’album “Strange Frontier”.
Nel frattempo Taylor aveva portato avanti, oltre i lavori con i Queen anche quelli con un’altra band, i Cross. Un'attività solistica intensa e stancante anche se i risultati non sono sempre stati incoraggianti. Ma il mondo della musica è controverso e non sempre ciò che vale viene premiato dalla gente. Il motivo principale era dovuto anche al fatto che Roger non era uno sciagurato e i brani, che a parer suo erano i migliori, venivano riservati sempre ai Queen. Dopo la prematura scomparsa di Mercury, Brian, John e lo stesso batterista si trovarono allo sbando: il chitarrista registrò il bellissimo "Back To The Light" e il batterista di Truro, chiusa anche la parentesi con i Cross, utilizzò le proprie risorse per partorire un nuovo album a proprio nome. Vi dico subito che "Happiness?" è un disco piacevole, un cocktail di denuncia sociale e sentimentalismo suonato e scritto bene. Questo disco si discosta abbastanza da quelli che sono i canoni dei Queen: è la prova che Taylor è un autore di spiccata personalità, oltre che un vocalist veramente valido. Tra i brani dell’album sottolineo con piacere la meravigliosa “Foreign Sand “, ogni volta che la ascolto penso a cosa sarebbe stata cantata da Freddie! “Touch The Sky” è forse la più Queeniana mentre “Nazis 1994”, dove Roger attacca duramente i movimenti neonazisti, è lontanissima dalle corde mercuriane, la band di Mercury infatti non si è mai schierata politicamente e ciò è diventato un marchio di fabbrica che l'ha contraddistinta per oltre due decadi. Di questa canzone esiste anche una versione censurata ed alcuni remix ( due li trovate nella playlist). Un pezzo molto singolare e orecchiabile è “Dear Mr. Murdoch” , il brano è rivolto al magnate delle telecomunicazioni Rupert Murdoch e presenta un testo provocante e amaramente sarcastico. Non mancano comunque le tematiche più intimiste, come nella strappa lacrime “Old Friends”, delicato pezzo destinato all’amico di sempre Mercury, o nell' autentico capolavoro (da cui scaturisce anche l'omonimo titolo dell'album) "Happiness", sì capolavoro avete udito bene! Anche "The Key" e "Freedom Train" sono molto carine e azzeccate. Un’ultima parola sulle sonorità, indubbiamente vicinissime allo stile Queen, col vigoroso e imponente drumming del mitico Taylor, e una chitarra essenziale (dalla presenza molto meno ingombrante della “Old lady” di May). L'album è uscito agli inizi di Settembre del 1995 e si è piazzato al 22° posto in Inghilterra.
Ecco la Track List:
1. Nazis 1994 (Taylor) 2. Happiness (Taylor) 3. Revelations (Taylor) 4. Touch The Sky (Taylor) 5. Foreign Sand (Taylor/Yoshiki) 6. Freedom Train (Taylor) 7. 'You Had To Be There' (Taylor) 8. The Key (Taylor) 9. Everybody Hurts Sometime (Taylor) 10. Loneliness... (Taylor) 11. Dear Mr. Murdoch (Taylor) 12. Old Friends (Taylor).
A corollario dell'album è seguito un tour europeo che ha toccato la Gran Bretagna, il Giappone, la Germania, la Francia e L'Italia.
Queste sono state le tappe italiane:
  • 24 ottobre 1994 Milano, City Square
  • 1 dicembre1994 Milano, Forum Assago
  • 16 gennaio 1995 Monfalcone (Go), Hippodrome
  • 17 gennaio 1995 Schio (Vi), Palasport
  • 18 gennaio 1995 Genova, Teatro Verdi
  • 20 gennaio 1995 Cesena, Vidia
  • 21 gennaio 1995 Firenze, Teatro Tenda
  • 22 gennaio 1995 Roma, Palladium
  • 23 gennaio 1995 Roma, Teatro Parioli apparizione televisiva al "Maurizio Costanzo Show" (clikka al link per vederla)
  • 24 gennaio 1995 Malta, Teatro Nazionale La Valletta
  • 25 gennaio 1995 Palermo, Teatro Metropolitan
  • 26 gennaio 1995 Catania, Teatro Metropolitan
  • 29 gennaio 1995 Napoli, Havana Club
Vi segnalo dalla rete un bootleg di uno dei concerti italiani, più precisamente quello tenuto da Roger il 20/1/1995 a Cesena. Clikkate al link per scaricarlo (la password è qu33n.blogspot.com). Non aspettatevi un audio superlativo però... è pur sempre un bootleg. Le canzoni eseguite a Cesena furono le seguenti: A Kind of Magic, Touch the Sky, Everybody Hurts Sometimes, Ride the Wild Wind, Tenement Funster, Man on Fire, You Had to Be There, I Want to Break Free, Foreign Sand, Vodoo Chile, Soul, I'm in Love With my Car, Happiness, The Key, Revelations, These Are the Days of Our Lives, We Will Rock you, Radio Ga Ga, Nazis 1994, Old Friends, The Show Must Go on e Twist and Shout.

Queen Rock Montreal & Live Aid

Pubblicato da BettingMaker | sabato, gennaio 19, 2008 | , | 0 commenti »
Il 24 e 25 novembre del 1981 i Queen tennero due concerti, entrambi esauriti, al Forum di Montreal (Canada). In quel periodo la band inglese era reduce dalle fatiche del tour in Sud America e si accingeva a lanciare il singolo “Under Pressure”, apripista del controverso album “Hot Space”. Le due date vennero filmate in pellicola, mostrate per la prima volta al Cannes Film Festival nel maggio del 1983 con il titolo “We Will Rock You” e pubblicate successivamente in versione VHS nel 1984. Questa versione presenta due edizioni in formato DVD: quella singola intitolata “Rock Montreal” e quella doppia chiamata “Rock Montreal & Live Aid”. Quest'ultima include anche l'esibizione al Live Aid del luglio 1985, le riprese delle prove dello stesso Live Aid e un’intervista alla band. Le riprese video sono state restaurate digitalmente, fotogramma per fotogramma, dalla pellicola originale e l’audio è stato remixato e masterizzato in formato DTS Surround Sound e PCM Stereo dai nastri multitraccia originali.
“Lo spettacolo comincia con una versione elettrizzante e veloce di “We Will Rock You” e prosegue con la rockeggiante “Let Me Entertain You”, poi “Play The game”, il gospel “Somebody to love” e “Killer queen”. Dopo l'intramezzo grintoso di Roger con “I’m In Love With My Car” Freddie riprende la cavalcata con “Get down make love”, “Save me”, “Now I’m Here”, “Dragon attack”, e ancora “Now I’m Here”. La lenta e dolce “Love Of My Life” è superlativa. Dopo la novità (per l'epoca) “Under Pressure” continuano con “Keep Yourself Alive”, poi una parte riservata agli assoli di Roger Taylor alla batteria e Brian May alla chitarra. Si riprende con “Crazy Little Thing Called Love”, il classico “Jailhouse Rock” e l'immancabile “Bohemian Rhapsody”. Lo show scorre veloce sull'incandescente “Tie Your Mother Down”, la ritmata “Another One Bites The Dust”, e l'hard rock “Sheer heart attack”...
Chiudono “We Will Rock You” e “We Are The Champions”. Commiato finale affidato all’inno inglese. L'edizione speciale, come ho accennato prima, contiene anche la performance registrata al Live Aid il 13 luglio 1985, uno dei più grandi eventi musicali di tutti i tempi. Sul palco di Wembley (Londra) la loro esibizione, diventato leggendaria per gli amanti del cosiddetto "Rock da stadio", comprende “Bohemian Rhapsody”, “Radio Gaga”, “Hammer To Fall”, “Crazy Little Thing Called Love”, “We Will Rock You” e “We Are The Champions”. Il DVD include anche la performance realizzata da Freddie e Brian in tarda serata quando hanno deliziato i presenti con “Is This The World We Created”. Nel secondo DVD sono incluse anche le riprese inedite delle prove del Live Aid, un’intervista alla Band ed un servizio della serie televisiva americana Pm Magazine del 1982 in cui May e Taylor vengono intervistati per raccontare la storia, la musica ed i concerti del gruppo. In definitiva “Rock Montreal & Live Aid” mostra i Queen in forma smagliante, è un esibizione davvero mozzafiato! Se volete un piccolo assaggio cliccate qui

"Let Me In" in mp3

Pubblicato da BettingMaker | martedì, gennaio 15, 2008 | , | 0 commenti »
Siccome ho notato il vostro interesse per l'articolo che riguarda l'inedito di Freddie ho deciso di darvi la possibilità di ascoltare la canzone, purtroppo dovrete accontentarvi dell'interpretazione di Anita Dobson ma almeno potrete farvi un'idea... "Let Me In Your Heart Again" è stata scritta dal chitarrista Brian May durante le sessioni di registrazione di "The Miracle" ma poi uscì nell'album "Talking Of Love" di sua moglie Anita Dobson. La troverete clikkando all'indirizzo sottostante: http://rapidshare.com/files/83970692/Let_Me_In.mp3.html.
Non ha un suono decisamente Queeniano?

Freddie Mercury incontra Pavarotti

Pubblicato da BettingMaker | martedì, gennaio 15, 2008 | , , | 2 commenti »
Vi segnalo su YouTube la presenza di un video molto carino, un mix che vede duettare Freddie e big Luciano nella canzone "Too Much Love Will Kill You". Il brano uscì nell'album del chitarrista Brian May "Back To The Light" ma fu registrato anche da Freddie e così vide la luce nell'album postumo "Made In Heaven". Il video è tratto dal "Pavarotti and Friends" del 2003, spettacolo allestito dal grande Luciano per aiutare la popolazione irachena afflitta dalla guerra. Al concerto presero parte oltre ai Queen anche stelle del calibro di Bono, Deep Purple e Zucchero. Le immagini che ritraggono Freddie invece sono state tratte dai filmati di "Barcelona" (1988), dove il duetto leggendario con la soprano Montserrat Caballé fu per certi versi antesignano proprio del "Pavarotti and Friends". Prima di segnalarvi il video devo fare i complimenti ad Armadrum per averlo messo in rete e per averlo per così dire "confezionato". Il mix si trova a questo indirizzo: http://it.youtube.com/watch?v=l1hFslY6oVw. Siccome ho pensato che il "lavoro" di Armadrum sarebbe stato di vostro gradimento, mi sono permesso di estrapolare l'audio dal video, così potrete ascoltare la canzone anche in versione mp3! Clikkate qui scaricarla... e fatemi sapere che ne pensate...

Un racconto d'inverno a Montreux

Pubblicato da BettingMaker | domenica, gennaio 13, 2008 | | 0 commenti »
Montreux si trova sul fianco svizzero del lago di Lemano, a sud di Ginevra, proprio di fronte a quelle vette imbiancate che si sgorgono sulla copertina di “Made In Heaven”. La città nuova segue la morbida curva del lago per diversi chilometri. Ai suoi palazzi moderni, al grattacielo del casinò, al minuscolo e grazioso molo, alle villette dai giardini sempre rigogliosi, si avvicendano gli edifici fabbricati agli albori del Novecento, costruzioni rupestri da cartolina, innalzate attorno alle tipiche vie strette e lastricate. La città vecchia, invece, è così similare alla tipica città elvetica che abitualmente si può ammirare in Tv durante le reclame di cioccolatini “made in Suisse”. I forti effluvi lacustri , le aiuole ben curate, e i marciapiedi rosati sfiorano il lago e invitano lo sguardo a sbirciare più lontano, verso le imponenti montagne e le acque dei ghiacciai che scendono a valle a rotta di collo. E’ tutto cosi tremendamente pacifico! Questa piccola cittadina, diventò inizialmente celebre per il Montreux Jazz Festival, che si ripete ogni anno nel mese di luglio dal 1967 ma contribuì alla sua consacrazione anche la famosissima canzone “Smoke on the Water” dei Deep Purple, che narra un episodio avvenuto proprio a Montreux nel 1971, quando un fan di Frank Zappa incendiò il Casinò (poi riaperto nel 1975). Dal 1978, come molti di voi sanno, Montreux diventò poi uno dei quartieri generali dei Queen. La band comprò i “"Mountain Studios”, gli studi di registrazione che ancora oggi appartengono al produttore del gruppo, David Richards. I Queen sono anche apparsi nelle edizioni del 1984 e 1986 al Festival della Rosa d'Oro, e il chitarrista Brian May nel 2001 suonò al Jazz Festival. Il nostro viaggio nei meandri di Montreux comincia da dove, solitamente, finisce: "place du Marché", dove è situata la statua di Freddie. La piazza principale della città, "place du Marché", è quella che ospita anche il padiglione fieristico. Ubicata nella parte più moderna di Montreux, alla fine di “Rue Grande”, converge proprio sul lago; qui, a un tiro di schioppo dal lago e alla destra del piccolo molo ligneo, fa bella mostra di sè la statua di Freddie Mercury: Inaugurata maestosamente nel 1996 alla presenza dei parenti e degli amici più cari, la statua è opera della scultrice Irena Sedlecka. Alta circa 2 metri e mezzo, di bronzo, posa su un piedistallo in cemento e incuriosisce tutti i passanti, anche quelli profani. È qui il fulcro della città per ogni fans dei Queen ed è qui che ci si raccoglie per ore a scrutare il lago, a cantare le memorabili canzoni del passato, a riflettere sulla vita e sull’'arte di Freddie. Da qui si può procedere costeggiando il lago fino a giungere al casinò dove sono ubicati i “Mountain Studios”. Le pareti intorno alla piccola porta, sono completamente ricoperte di scritte, dediche che negli anni i fans hanno lasciato al loro adorato idolo. Gli “studios”, in realtà, non sono più lì… dal 2003, purtroppo, tutto il materiale è stato traslocato in un altro luogo, ma è pur sempre quello il sito dove tanti dei successi dei Queen sono stati scritti e registrati, dove hanno composto “Let Me Entertain you” pezzo che diventerà il punto di forza di molti tours, specialmente in quelli americani. Il brano compare nell’album “Jazz” titolo che non ha nulla a che vedere con lo stile musicale omonimo ma è un tributo che il gruppo ha offerto alla consueta manifestazione che si svolge proprio ogni anno in questa cittadina. Sempre rimanendo nell’ambito di questo album non si può dimenticare un aneddoto che riguarda Brian: nella stesura di "Dead On Time", il riccioluto chitarrista decise di registrare il tuono durante un temporale e nel farlo scivolò maldestramente sul suolo bagnato grattuggiandosi così il fondoschiena! E come si fa a dimenticare il casuale incontro in quegli studi col chitarrista degli Yes (Steve Howe) che portò alla creazione del meraviglioso riff di flamenco all’interno di “Innuendo” o la celestiale “A Winter’s Tale”, nella quale troviamo uno scorcio passionale, una descrizione densa d’amore per un luogo che toglie il fiato, appunto Montreux: la malattia ha reso Freddie molto più vicino alle cose comuni, a ritrovare i valori che col tempo erano andati persi e a rendere le cose di tutti i giorni importanti; osservando il video potrete verificare di persona che il paesaggio è proprio così come viene descritto: i cigni galleggiano sull'acqua, la gente passeggia sulle splendide rive del lago e l'atmosfera è elettrizzante: il contrasto fra le rive del lago e le alte montagne che lo circondano rendono la scena veramente emozionante. All'interno degli "studios" si potevano osservare gli strumenti e l'oggettistica (sedie, divani, microfoni ecc..) così come si trovavano al momento della registrazione di “Innuendo” e delle ultime canzoni poi apparse in “Made In Heaven”. Il tempo si era arrestato… Proseguendo verso "Villeneuve" in uno degli anonimi palazzi residenziali nella zona di "Territet" troviamo l'appartamente di Freddie, l'ultimo in cui visse nella cittadina elvetica. Tornando indietro, prendendo il traghetto, si può ammirare da lontano la piccola rimessa per le barche della “Duckhouse”, la casa che Freddie e gli altri membri dei Queen, affittavano quando dovevano registrare ai “Mountain Studios”. La piccola costruzione in legno è uno dei soggetti della bellissima copertina di “Made In Heaven” e si ha la percezione, guardandola per la prima volta, di vedere un posto gradevole, prezioso, dove potersi sentire al riparo da tutto.
Ogni anno, dal 2003, a settembre, nella cittadina svizzera ha luogo il Freddie Mercury Memorial Day, dove centinaia di fans possono prendere diretto contatto con gli ambienti frequentati da Freddie Mercury durante il soggiorno svizzero.

Freddie e Richard Dadd...

Pubblicato da BettingMaker | venerdì, gennaio 11, 2008 | , | 2 commenti »
Quello che vedete (per l'ingrandimento cliccate sulla figura) è un quadro di Richard Dadd, un pittore inglese del periodo Vittoriano. I meno esperti ora si chiederanno quale nesso ci puo essere tra l'arte figurativa di questo artista e i Queen... beh, tanto vale che ve lo dica subito: questo quadro si chiama "The Fairy Feller's Master Stroke" ed è il dipinto al quale Freddie Mercury si ispirò per comporre la canzone omonima inclusa nell'album "Queen II". Avete visto? Non sono impazzito! Invece Dadd lo era eccome, trascorse molti anni in manicomio per aver assassinato il padre con un coltello a serramanico durante una mite passeggiata campestre. Il motivo? L'aveva semplicemente scambiato per un principe delle tenebre, nemico della sua divinità, il grande Osiris, alla quale aveva eretto come santuario la sua camera d'affitto a Londra. Il bizzarro artista in seguito si giustificò sostenendo che il compito di difendere Osiris gli era stato suggerito dalla Sfinge dopo un viaggio in Egitto. Cazzo! Questo era proprio fuori come un balcone!
Questo pittore non è noto solo per la sua follia ma anche per i personaggi che soleva disegnare nelle sue opere: fatine, folletti e gnomi. Creature minuscole come noccioli di ciliegia, vestite (ma non sempre) con piccoli fiori, ma anche elfi sgraziati, deformi, dotati di una misteriosa sregolatezza. Nei dipinti di Dadd il popolo si sbizzarrisce in danze sfrenate e in comizi affollati. Ogni millimetro delle sue tele è così pregno di particolari, da poterli a malapena distinguere. Dadd dedicò molto tempo ad ogni sua opera ma per questa impiegò addirittura nove anni!
E' incredibile come la musica e le parole dei Queen abbiano saputo fondersi così bene per descrivere l'atmosfera esagitata e allo stesso tempo ovattata ed impalpabile di quel dipinto. Nel testo della canzone si possono ritrovare tutti i personaggi presenti nel quadro, ognuno descritto minuziosamente ma anche qui l'ironia di Mercury non passa inosservata. Che dire di più, è una fiaba geniale! Guardate il quadro ed ascoltate il brano, vi sembrerà di essere nel bosco assieme alle altre fantastiche creature per assistere al colpo d'ascia che sferrerà il taglialegna per rompere la noce!

Vota Freddie !!!

Pubblicato da BettingMaker | martedì, gennaio 08, 2008 | | 8 commenti »
Il sito Votenumber1 ha annunciato che le votazioni per decretare il miglior cantante rock di tutti i tempi sono aperte. Si contenderanno lo scettro i seguenti artisti:

  • ROBERT PLANT- Led Zeppelin
  • ROGER DALTREY- The Who
  • FREDDIE MERCURY- Queen
  • STEVEN TYLER- Aerosmith
  • PAUL McCARTNEY- The Beatles
  • JON BON JOVI- Bon Jovi
  • STEVE PERRY- Journey
  • AXL ROSE- Guns N' Roses
  • PAUL STANLEY- Kiss
  • BON SCOTT- ACDC
  • BRUCE DICKINSON- Iron Maiden
  • PAUL RODGERS- Bad Company, Free, Queen
  • MICK JAGGER- Rolling Stones
  • JIM MORRISON- The Doors
  • BONO- U2

Non so perchè ma credo che voterò Freddie!

Queen in tour da settembre

Pubblicato da BettingMaker | sabato, gennaio 05, 2008 | , | 3 commenti »
Brian May ha riferito ad una televisione inglese che il tour dei Queen potrebbe iniziare a Settembre dopo il lancio del disco che deve ancora essere ultimato. Ha inoltre lasciato intendere che la band potrebbe esibirsi nella 02 Arena che ha recentemente ospitato il ritorno sulle scene dei mitici Led Zeppelin. Il chitarrista non ha indicato se il tour si estenderà dall'Europa in America come era accaduto nel 2005.

I Queen battono i Beatles (per gli ascoltatori di BBC Radio 2)

Pubblicato da BettingMaker | venerdì, gennaio 04, 2008 | , | 0 commenti »
I Queen, battendo i Beatles in un testa a testa fino all'ultimo, si sono aggiudicati il titolo di "più grande band inglese di tutti i tempi". Sono stati gli ascoltatori di BBC Radio 2 ha decretare l'esito del contest, inviando circa 20000 voti (via email, via telefono e per corrispondenza) all'emittente radiofonica. Dietro di loro si sono piazzati i monumentali Rolling Stones, gli Oasis dei fratelli Gallagher e i Take That. I gruppi musicali sono stati valutati in base alla scrittura delle canzoni, al significato dei relativi testi, agli spettacoli dal vivo e sull'originalità. I cinque finalisti sono stati selezionati nel corso della settimana precedente dagli ascoltatori di Radio 2 ed il vincitore è stato poi annunciato durante la diretta. "La Regina" ha sfornato una serie di hit record tra gli anni '70 e il '90 e il brano Bohemian Rhapsody (1975) è stato ampiamente considerato come uno dei migliori singoli di tutti i tempi usciti nel Regno Unito.