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Sheer Heart Attack

Pubblicato da Robj | martedì, febbraio 12, 2008 | , , | 2 commenti »




Sheer Heart Attack" è il terzo album della band inglese, uscito a meno di un anno di distanza dal precedente "Queen II"(è stato pubblicato per la prima volta in LP nel novembre del 1974). È un periodo di grandissimo fervore creativo per la band inglese, fervore che, indiscutibilmente, proseguirà quasi immutato per tutti gli anni settanta, fino al monumentale "Live Killers". Se "Queen II", pur essendo certamente un album dalle spiccate tinte hard-rock, era focalizzato in prevalenza sulle audaci trame melodiche che Mercury intesseva al pianoforte, qui è la Red Special di May ha rubare la scena. Nei primi due album infatti è lo stile poetico e armonioso a distinguersi, ora invece la comunicazione dei sentimenti è più diretta e vigorosa. L'uscita del disco è stata preceduta dalla pubblicazione del singolo “Killer Queen”, primo vero hit internazionale dei Queen, successo di pubblico e anche di critica, quasi mai a favore dei nostri beniamini. Il singolo infatti entrò direttamente al secondo posto nella classifica britannica ed irlandese e nelle prime posizioni in diversi paesi europei. Il brano, composto da Freddie al piano, è tutt'ora una delle canzoni più celebri e accattivanti del catalogo dei Queen dove l’istrionico Mercury cerca di farci capire come anche tra la gente dell'alta borghesia vi siano delle puttane... È in questi primi dischi che i Queen gettano le basi della loro continua ricerca dell' orchestrazione delle armonie che porterà alla creazione del masterpiece successivo "A Night At The Opera". La creatività e la versatilità di Brian e di Freddie è fuori discussione e anche per questo disco la band fa a meno dell'uso dei sintetizzatori. Il gruppo ha acquisito un buon livello di maturità ed è consapevole di poter creare le identiche vibrazioni, gli stessi effetti armonici con gli strumenti essenziali del rock, utilizzati magistralmente. L’energica e allo stesso tempo lugubre "Red Special" si lega armonicamente alla voce ineguagliabile e senza confini di Mr. Mercury e in ogn’una delle tredici tracce, traspare questa meravigliosa e delicata simbiosi. Il falsetto di Mercury nell'opener “Brighton Rock” è fantastico e, la famosa parte centrale tutta ricamata da un assolo che May ottiene sfruttando l'effetto delay, proietta l’ascoltatore in un ‘altra dimensione, uno spazio pieno di colori e schiamazzi, nel bel mezzo di una festa popolare (per l’appunto Brighton Rock è un leccalecca che Brian comprava da piccolo al Luna Park). Il brano, in seguito, sarà oggetto di studio da parte di famosi chitarristi contemporanei, tra cui Joe Satriani, Steve Vai e Eddie Van Halen. Per gli amanti delle curiosità, il tema centrale di "Brighton Rock" proviene da "Blag" degli Smile. Poi è il turno di “Tenement Funster”, una stupenda ballata acustica cantata dalla voce potente e rugosa di Roger Taylor. Anche qui ho una chicca, "Tenement Funster" in origine avrebbe dovuto chiamarsi "Tin Dreams". L’arpeggio finale confluisce nel brano successivo “Flick Of The Wrist” e ritornano le bordate lussureggianti di chitarra. Questa è una canzone veramente unica e porta in grembo il marchio ineguagliabile dell'arte dei Queen. L'atmosfera è permeata dai cori di sottofondo, sempiterno e peculiare marchio di fabbrica della Regina. Si pensa che "Flick Of The Wirst" sia la prima parte di invettiva verso Norman Sheffield manager della Trident, continuata poi con la sinistra "Death On Two Legs" nell' album seguente. Dopo la soave carezza melodiche costituita da “Lily Of The Valley”, giunge il momento di "Now I’m Here", autentica fiammata hard-rock (composta da Brian May durante la sua degenza all'ospedale dopo aver contratto l'epatite). Questa è una delle canzoni più riuscite nelle esibizioni live della band. Nella song Freddie Mercury suona un organo Hammond e Brian May oltre alla Red Special anche un pianoforte. Personalmente devo dire che non è una delle mie preferite. Nelle due versioni di "In The Laps Of The Gods" l’interpretazione di Mercury è soave, dolce e malinconica e sembra racchiudere nelle sue corde vocali tutti gli impulsi della nostra vita terrena e ultraterrena. Bellissime entrambi ma la versione rivisitata ha un pathos superiore!! Freddie Mercury scrisse il seguente brano influenzato dalla canzone "Something Wonderful" ascoltata nel musical "The King and I" di Rodgers e Hammerstein. "Dear Friends" è una breve ballad di solo pianoforte e "Misfire" è un breve passaggio di rock acustico. L’eclettica e allegra (con brevi ponti jazzistici) "Bring Back that Leroy Brown" non fa eccezione (con i suoi due minuti e quindici secondi) ed è un altro preludio ai fasti del rock cabaret di "Una Notte all’Opera". Quasi quasi dimenticavo "Stone cold Crazy"... E' una Heavy song ritmata e veloce, vicinissima a band come i Led Zeppelin, peccato che sia anch'essa troppo breve... Riff mitologico! Il brano, ritenuto precursore dell'heavy metal, fu composto da Freddie Mercury nei primi anni settanta per il gruppo nel quale militava prima di unirsi ai Queen, i Wreckage. "Stone Cold Crazy" è noto per essere stato reinterpretato nel 1990 dai Metallica, che un anno dopo vinceranno il premio "Grammy Best Metal Performance" proprio con il medesimo brano. Concludo ora con la perla "She Makes Me", pezzo dalle atmosfere libere e sconfinate. "Sheer Heart Attack" è un album originale, l'ultimo passo che serve alla "Regina" per raggiungere l'olimpo.



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2 commenti

  1. Anonimo // 14 febbraio 2008 17:45  

    Bel blog davvero, anke i queen sono fantastici, certo nn sono il mio gruppo prerito ma hanno fatto la toria e meritano davvero, altro ke tokio hotel e rhianna XD

  2. Mat // 15 febbraio 2008 02:43  

    Un notevole disco rock, "Sheer Heart Attack", davvero.

    PS: anche a me Now I'm Here non mi fa impazzire... sinceramente è uno dei pochi pezzi dei Queen dei quali potrei fare a meno.