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Roger Taylor, live at the Cyberbarn 1999
Pubblicato da BettingMaker | domenica, febbraio 01, 2009 | Download, Going Solo, Queentube, Roger Taylor, Roger Videos | 1 commenti »Roger Taylor: Foreign Sand (Single)
Pubblicato da BettingMaker | mercoledì, aprile 23, 2008 | Download, Going Solo, Roger Taylor | 0 commenti »Roger Taylor - The Cyberbarn Gig (live 1999)
Pubblicato da BettingMaker | domenica, aprile 20, 2008 | Download, Going Solo, Roger Taylor | 0 commenti »
Tracklist:We will rock you
Pressure on
A nation of haircuts
Believe in yourself
People on streets
No more fun
Tonight
Surrender
These are the days of our lives
Radio ga ga
Disponibile qui
Happiness?
Pubblicato da BettingMaker | lunedì, gennaio 21, 2008 | Going Solo, OldPost, Roger Taylor | 1 commenti »Nel frattempo Taylor aveva portato avanti, oltre i lavori con i Queen anche quelli con un’altra band, i Cross. Un'attività solistica intensa e stancante anche se i risultati non sono sempre stati incoraggianti. Ma il mondo della musica è controverso e non sempre ciò che vale viene premiato dalla gente. Il motivo principale era dovuto anche al fatto che Roger non era uno sciagurato e i brani, che a parer suo erano i migliori, venivano riservati sempre ai Queen. Dopo la prematura scomparsa di Mercury, Brian, John e lo stesso batterista si trovarono allo sbando: il chitarrista registrò il bellissimo "Back To The Light" e il batterista di Truro, chiusa anche la parentesi con i Cross, utilizzò le proprie risorse per partorire un nuovo album a proprio nome. Vi dico subito che "Happiness?" è un disco piacevole, un cocktail di denuncia sociale e sentimentalismo suonato e scritto bene. Questo disco si discosta abbastanza da quelli che sono i canoni dei Queen: è la prova che Taylor è un autore di spiccata personalità, oltre che un vocalist veramente valido. Tra i brani dell’album sottolineo con piacere la meravigliosa “Foreign Sand “, ogni volta che la ascolto penso a cosa sarebbe stata cantata da Freddie! “Touch The Sky” è forse la più Queeniana mentre “Nazis 1994”, dove Roger attacca duramente i movimenti neonazisti, è lontanissima dalle corde mercuriane, la band di Mercury infatti non si è mai schierata politicamente e ciò è diventato un marchio di fabbrica che l'ha contraddistinta per oltre due decadi. Di questa canzone esiste anche una versione censurata ed alcuni remix ( due li trovate nella playlist). Un pezzo molto singolare e orecchiabile è “Dear Mr. Murdoch” , il brano è rivolto al magnate delle telecomunicazioni Rupert Murdoch e presenta un testo provocante e amaramente sarcastico. Non mancano comunque le tematiche più intimiste, come nella strappa lacrime “Old Friends”, delicato pezzo destinato all’amico di sempre Mercury, o nell' autentico capolavoro (da cui scaturisce anche l'omonimo titolo dell'album) "Happiness", sì capolavoro avete udito bene! Anche "The Key" e "Freedom Train" sono molto carine e azzeccate. Un’ultima parola sulle sonorità, indubbiamente vicinissime allo stile Queen, col vigoroso e imponente drumming del mitico Taylor, e una chitarra essenziale (dalla presenza molto meno ingombrante della “Old lady” di May). L'album è uscito agli inizi di Settembre del 1995 e si è piazzato al 22° posto in Inghilterra.
Ecco la Track List:
1. Nazis 1994 (Taylor) 2. Happiness (Taylor) 3. Revelations (Taylor) 4. Touch The Sky (Taylor) 5. Foreign Sand (Taylor/Yoshiki) 6. Freedom Train (Taylor) 7. 'You Had To Be There' (Taylor) 8. The Key (Taylor) 9. Everybody Hurts Sometime (Taylor) 10. Loneliness... (Taylor) 11. Dear Mr. Murdoch (Taylor) 12. Old Friends (Taylor).
A corollario dell'album è seguito un tour europeo che ha toccato la Gran Bretagna, il Giappone, la Germania, la Francia e L'Italia.
Queste sono state le tappe italiane:
- 24 ottobre 1994 Milano, City Square
- 1 dicembre1994 Milano, Forum Assago
- 16 gennaio 1995 Monfalcone (Go), Hippodrome
- 17 gennaio 1995 Schio (Vi), Palasport
- 18 gennaio 1995 Genova, Teatro Verdi
- 20 gennaio 1995 Cesena, Vidia
- 21 gennaio 1995 Firenze, Teatro Tenda
- 22 gennaio 1995 Roma, Palladium
- 23 gennaio 1995 Roma, Teatro Parioli apparizione televisiva al "Maurizio Costanzo Show" (clikka al link per vederla)
- 24 gennaio 1995 Malta, Teatro Nazionale La Valletta
- 25 gennaio 1995 Palermo, Teatro Metropolitan
- 26 gennaio 1995 Catania, Teatro Metropolitan
- 29 gennaio 1995 Napoli, Havana Club
Vi segnalo dalla rete un bootleg di uno dei concerti italiani, più precisamente quello tenuto da Roger il 20/1/1995 a Cesena. Clikkate al link per scaricarlo (la password è qu33n.blogspot.com). Non aspettatevi un audio superlativo però... è pur sempre un bootleg. Le canzoni eseguite a Cesena furono le seguenti: A Kind of Magic, Touch the Sky, Everybody Hurts Sometimes, Ride the Wild Wind, Tenement Funster, Man on Fire, You Had to Be There, I Want to Break Free, Foreign Sand, Vodoo Chile, Soul, I'm in Love With my Car, Happiness, The Key, Revelations, These Are the Days of Our Lives, We Will Rock you, Radio Ga Ga, Nazis 1994, Old Friends, The Show Must Go on e Twist and Shout.
Brian Solo
Pubblicato da BettingMaker | sabato, novembre 17, 2007 | Brian May, Going Solo, OldPost | 0 commenti »
Il primo progetto solistico di Brian May è datato 1983, quando esce "Star Fleet Project". Questo mini Lp comprende ospiti dal nome prestigioso: Alan Gratzer, Speedwagon e soprattutto Edward Van Halen. Il singolo unico è "Star Fleet", una versione rock e completamente rivisitata di un brano di Paul Bliss dedicato a un serial televisivo a sfondo fantascientifico! L'amore per la fantascienza non è nuovo per il caro Brian! E il risultato finale è oggi una rara chicca per i collezionisti e per tutti gli amanti delle sei corde. Tra i tre brani del mini Lp figura "Let Me Out", un fantastico blues composto da Brian all'inizio degli anni '70 e (probabilmente accantonato dal resto dei Queen) e la strumentale "Bluesbreaker", una jam session infuocata, frutto di una notte di intense prove di registrazione. Il suo secondo album solista è "Back To The Light", miscela Hard Rock pomposa di chitarra e batteria, dove alloggiava per l'occasione il virtuoso Cozy Powell. Un album molto apprezzato dai fan, proprio per il suo significato profondo dal punto di vista umano, un Brian che ha appena perso suo padre, si è separato dalla prima moglie e ha perso il suo migliore amico, nonchè frontman dei Queen, Freddie Mercury. Come spiega Brian in una toccante presentazione dell'album, ''non troverete molto che parli di quanto sia favoloso essere una rockstar nei Queen, al contrario, troverete tracce di qualcuno che si sente piuttosto piccolo e insicuro''. Dopo un inizio psichedelico e stravolgente con "The Dark", "Back To The Light" ci regala momenti coinvolgenti e degni del miglior repertorio dei Queen. Brian non ha la voce di Freddie, ma riesce a scrivere bellissime canzoni e la sua vena compositiva raggiunge l'apice in ballate tristi e piene di pathos come "Too Much Love Will Kill You" e "Nothin' But Blue" e in passaggi rock squisiti e potenti come in "Driven By You", "Love Token" e nell'infuocata "Resurrection". Questa è forse l'avventura solistica più riuscita per quanto riguarda i quattro Queen. Degne di menzione anche la coinvolgente "Let Your Heart Rule Your Head" (sulle orme di "39") e la profonda "Just One Life". Al gradino più alto però si posiziona la sublime ed ineguagliabile "Last Horizon", (mi ricorda a tratti "Bijou") dove la classe e la purezza, senza sbavature, di Brian May è stupefacente. In seguito, Brian costituisce una vera live band (la Brian May Band) con la quale gira per tutto il mondo, riscuotendo un notevole successo, testimoniato dall'album dal vivo "Live at Brixton Academy" e nel 1998 fa uscire il suo secondo e ultimo album solista, "Another World". Questo è un album più positivo e ottimista, ma, forse proprio per questo, meno apprezzato e importante. In realtà la voce di Brian subisce un grande cambiamento in positivo e alcuni brani sono superiori a quelli di "Back To The Light"; i pezzi di rock potente come "Business", "China Belle" e "Cyborg" dominano ancora una volta la scena e sono alternati a ballate come "Why Don't We Try Again?", "Wilderness" e "Another World" o a brani rock-blues ("The Guv'nor", "Slow Down"); quest'ultima è una cover di Larry Williams, così come la splendida "One Rainy Wish" è una cover di Jimi Hendrix mentre "All The Way From Memphis" è un remake dei Mott the Hoople, uno dei primi gruppi ai quali i Queen fecero da spalla nei loro esordi live. Il risultato finale è inferiore però al primo album, anche a causa della presenza delle cover, senz'altro d'autore, ma poco interessanti.
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