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Brian May intervistato da "Guitar Player" (prima parte)

Pubblicato da Robj | mercoledì, dicembre 26, 2007 | | 1 commenti »




Ho iniziato a tradurre l'intervista rilasciata dal nostro Brian che farà capolino nel numero di Gennaio della rivista "Guitar Player". Vi riporterò le sequenze più interessanti. Per mancanza di tempo e di voglia (non amo molto tradurre) vi posto la prima parte, buona lettura!
Il Dvd "Queen Rock Montreal" è una esibizione live veramente entusiasmante. Possiamo dire che questo concerto rappresenta lo spettacolo tipico della band, ciò che voi riuscivate ad esprimere a quei tempi?
BRIAN: Credo di si, questo show identifica abbastanza bene ciò che facevamo all'epoca sul palco, anche se a pensarci bene si tratta di una performance un po’ inusuale perché in quel momento non eravamo "on the road". Quando sei a metà di un tour tutto è ben studiato. Fai parte di una macchina che funziona così bene che hai la sensazione di fare tutto ciò che desideri. In questa situazione, invece, facemmo due concerti con l’obiettivo di realizzare un vero e proprio filmato e non tutto girò per il verso giusto; tuttavia devo dire che è molto interessante guardare uno spettacolo del genere.
Perché che cosa non ha funzionato durante lo show?
BRIAN: Durante le due serate suonammo per la prima volta “Under Pressure” e ogni volta che si fa qualche pezzo nuovo c'è sempre qualche intoppo. Avevamo provato prima di esibirci, ma ciò non toglie che poi sul palco è tutto molto diverso. Infatti durante l’esecuzione del brano si percepisce un po’ di tensione da parte nostra, ma non è detto che ciò sia negativo. Sicuramente, se ascolti il medesimo brano suonato qualche anno dopo ti rendi conto della differenza.
Per affrontare le due date di Montreal vi siete impegnati molto nelle prove?
BRIAN: Ah ah! Se ci penso mi viene da ridere perché le nostre prove sono sempre state un momento di grande confusione. L'idea iniziale era sempre quella di suonare il più possibile, ma poi finivamo più per parlare tra noi che non per suonare! Perdevamo tanto tempo a bere caffè o qualche cocktail…. In realtà per Montreal avremo fatto non più di due giorni di prove.
Nella parte iniziale di “Under Pressure” la tua chitarra ha un suono particolare, come l’hai ottenuto?
BRIAN: Gioco un pò sul regolatore del volume della mia chitarra. Come già sapete utilizzo degli amplificatori AC30 e la loro caratteristica peculiare è il suono molto cristallino che riescono ad ottenere. E tra un suono pulito ed uno distorto il passaggio è decisamente breve. Devo dire che molto dipende anche dai pickup che uso. E’ lo stesso settaggio di “We Are The Champions”.
Ti ricordi che tipo di accorgimenti hai usato per eseguire l'assolo di “Play The Game” ?
BRIAN: No. Ma a pensarci bene, forse ho usato un vecchio pedale della “Foxx”. In realta non amo usare mai molta effettistica perché mi piace padroneggiare il suono dello strumento.
Durante 'Love Of My Life', invece, utilizzi una chitarra acustica a 12 corde prodotta dalla 'Ovation': si nota che la suoni con le dita, senza utilizzare il plettro o la tua consueta moneta.
BRIAN: Si è vero. Rispetto ad una normale acustica a 6 corde, la “Ovation” richiede una tecnica molto differente e la prima volta che l’ho suonata in maniera tradizionale fu un vero disastro. Volevo che le note più alte fossero in primo piano nella melodia che dovevo eseguire e con una 6 corde non era possibile, così ho deciso di passare alla "Ovation": ho dovuto riarrangiare il pezzo perché non era proprio possibile replicare fedelmente il piano suonato da Freddie nella versione originale, soprattutto quando si serve di note molto basse. L'arrangiamento acustico, credo, sia nato in un'ora di lavoro trascorsa con lui.
L'assolo, eseguito in studio, di "Crazy Little Thing Called Love" l'hai realizzato con una Telecaster vero? BRIAN: Forse si. Anzi si trattava di una vetusta "Broadcaster", uno strumento ancora più antico della Telecaster prodotta dalla Fender. Ma non era mia, era di Roger...



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1 commenti

  1. MARGY // 27 dicembre 2007 02:47  

    ogni anno non so perchè, c'è una canzone dei Queen che mi prende e mi porta via con sè, mi fa compagnia per un lungo periodo fino a diventare mia, parte di me!
    Febbraio '06, LET ME LIVE(sebbene sia di Freddie) mi ha fatto piangere, mi ha commossa, mi ha coccolata, mi ha consolata..mi ha aiutata a superare un colpo al cuore di cui porto ancora una brutta cicatrice...
    ..poi è stata la volta di THE MIRACLE: come si fa a non amarla...
    e che dirti di quest'anno? inizio con PRINCESS OF THE UNIVERSE e ora mi ritrovo con
    DON'T STOP ME NOW: a giorni ne farò, come di dovere, un post...
    I QUEEN SONO UNA DELLE COSE PIU' BELLE CHE LA VITA CI ABBIA REGALATO...ecco perchè da gran furba, si è ripresa il grande FREDDIE!...